In Italia occorrono teoricamente 19 mesi di stipendio medio lordo interamente accantonati per coprire il deposito cauzionale del 20% necessario all’acquisto di un’abitazione di medie dimensioni (108 metri quadrati). È quanto rileva uno studio globale pubblicato dal portale BestBrokers.com, che ha incrociato i prezzi medi degli immobili registrati da Numbeo con i redditi lordi medi forniti da WorldData.
I dati del mercato italiano
Nel mercato nazionale, a fronte di un prezzo medio stimato in 287.698 euro per un immobile di 108 metri quadrati, il deposito standard del 20% equivale a 57.540 euro. Con una retribuzione media mensile lorda di 3.033 euro, il tempo teorico necessario per accumulare questa somma è pari a 19 mesi.
Gli analisti precisano tuttavia che si tratta di una misura di accessibilità puramente teorica: il calcolo ipotizza infatti il risparmio del “100% del reddito lordo, senza tenere conto di tasse, spese quotidiane, debiti preesistenti o costi del mutuo”. Nella realtà, di conseguenza, il tempo effettivamente richiesto risulta sensibilmente più lungo.
Per quanto riguarda l’acquisto diretto senza finanziamento bancario, l’Italia figura comunque tra i paesi europei in cui un’abitazione media costa meno di otto anni di reddito lordo complessivo (nello specifico, circa 7,9 anni).
Il confronto europeo
L’Italia si posiziona in linea con la Danimarca (19 mesi) e mostra una sostenibilità dell’anticipo superiore rispetto ad altre grandi economie europee. In Germania e nei Paesi Bassi sono infatti necessari 22 mesi di retribuzione media lorda per coprire lo stesso deposito, nel Regno Unito e in Spagna ne servono 24, mentre in Francia la quota iniziale richiede 25 mesi di stipendio.
All’interno del continente, l’Irlanda si distingue come il mercato in cui è più rapido accumulare la quota iniziale, richiedendo 13 mesi di stipendio a fronte di un prezzo medio degli immobili di circa 410.922 euro. Seguono la Norvegia con 16 mesi e il Belgio con 17 mesi.
Di contro, la Grecia si configura come il paese con il più alto sovraccarico di costi abitativi in Europa: il 26,9% della popolazione urbana spende oltre il 40% del proprio reddito familiare per la casa.
Il contesto globale e i limiti dell’analisi
A livello mondiale, gli Stati Uniti guidano la classifica dell’accessibilità finanziaria: per coprire il deposito del 20% su un immobile medio del valore di 280.947 euro bastano 9 mesi di salario medio lordo (pari a circa 6.402 euro mensili).
All’estremo opposto si trova il Burundi, dove un lavoratore dovrebbe risparmiare per oltre 216 anni (pari a 2.595 mesi) per accumulare la stessa quota di anticipo. Forti criticità si registrano anche in Mozambico e in Zambia, dove il tempo stimato supera rispettivamente i 118 e i 105 anni.
Il report evidenzia come la sola analisi del valore nominale degli immobili sia insufficiente per valutare il mercato reale. Come spiegato dagli autori dell’indagine, “il prezzo di una casa racconta solo una parte della storia. Ciò che conta davvero è come quel prezzo si confronta con ciò che le persone guadagnano”.
Nelle nazioni caratterizzate dai dati più estremi, tuttavia, i risultati risentono di importanti fattori metodologici: la prevalenza dell’occupazione informale altera la rilevazione dei salari formali medi, mentre i prezzi degli immobili, basandosi su dati inseriti dagli utenti su una piattaforma online, potrebbero non rispecchiare fedelmente l’intero mercato residenziale nazionale.


