La trentaduesima edizione del Mapic ha chiuso i battenti registrando circa 3.600 partecipanti provenienti da oltre 70 Paesi. La rassegna dedicata all’immobiliare commerciale e al retail ha visto la presenza di 1.500 professionisti del commercio in rappresentanza di mille insegne, dato che segna un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. La manifestazione, strutturata su due giornate il 3 e il 4 novembre, ha confermato il formato compatto introdotto nella scorsa edizione per favorire l’interazione tra i decisori del settore.
Spazi esistenti, riqualificazioni e posizionamento delle insegne
Il comunicato evidenzia che, in un quadro internazionale caratterizzato da volumi di investimento e livelli di performance disomogenei tra le diverse aree geografiche, la priorità degli operatori consiste nell’estrazione di valore dagli asset esistenti mediante interventi di riqualificazione, ampliamento e rimodulazione del merchandising mix. Tra i 150 espositori della fiera figuravano primari proprietari, asset manager e broker internazionali, tra cui Klépierre, Westfield, CBRE, Cushman & Wakefield, Colliers, Savills, Redevco, Frey, Carmila e Nhood.
La presenza delle insegne ha visto il rafforzamento del comparto del lusso (tra cui Kering, Brunello Cucinelli e Burberry) accanto ai marchi internazionali consolidati e a format emergenti provenienti da Asia e Nord America. Anche i segmenti del leisure e della ristorazione si sono confermati driver operativi per le destinazioni commerciali.
Il segmento dei parchi commerciali e le vie dello shopping urbano
Due approfondimenti specifici hanno riguardato le principali asset class di interesse per gli investitori istituzionali: le vie dello shopping cittadino e i parchi commerciali. L’area dedicata alle cosiddette high street, organizzata in collaborazione con Cushman & Wakefield, ha analizzato i canoni di locazione e i nuovi ingressi nelle principali città europee.
Il forum sui parchi commerciali, sviluppato insieme ad Accessite con la partecipazione di operatori quali Frey, Redevco, Pradera, M Core e AEW, ha analizzato la stabilità dei ricavi e la sostenibilità economica di questo formato. I relatori hanno ribadito che la redditività di questa asset class richiede una gestione mirata, che mantenga inalterata l’identità del modello senza mutarlo in un centro commerciale tradizionale.
Il peso della delegazione italiana e gli scenari macroeconomici
L’Italia ha contato oltre 450 delegati, confermando la rilevanza del mercato domestico per i capitali internazionali. Tra le società e le proprietà attive sul mercato nazionale erano presenti IGD, Generali Real Estate, Grandi Stazioni, Svicom, Arcus, Finiper e Promos.
Sul piano macroeconomico, Simon French, capo economista e responsabile della ricerca di Panmure Liberum, ha richiamato l’attenzione sulla tenuta dei consumatori a fronte dell’inflazione, invitando a una valutazione prudente dei costi e dei risvolti legati all’adozione dell’intelligenza artificiale nei centri urbani. Sul fronte delle strategie aziendali, Vincent Rouget, amministratore delegato di Unibail-Rodamco-Westfield, ha delineato i piani di crescita organica imperniati su dati e retail media, affiancati dall’espansione internazionale tramite accordi di franchising.
A conclusione dell’evento, il direttore del Mapic, Francesco Pupillo, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di questa edizione che, a detta dei partecipanti, è stata ricca di incontri efficaci e di scoperte di nuove realtà. Ogni anno la nostra ambizione è offrire ai professionisti del settore un contesto favorevole agli incontri d’affari, ma anche agire da curatori, andando a cercare in tutto il mondo nuovi marchi che potrebbero diventare domani protagonisti importanti delle destinazioni commerciali. Al MAPIC le insegne rappresentano oggi oltre il 40% dei partecipanti, ed è questa la forza di un salone senza eguali”.
L’organizzazione ha infine fissato le date della prossima edizione, che si terrà a Cannes il 3 e 4 novembre 2027.


