Tecnoborsa: “Il mercato immobiliare italiano punta a 194 mld di fatturato nel 2027”

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Fatturato complessivo in espansione per il mercato immobiliare italiano, fino a 194,1 miliardi di euro nel 2027, con un incremento previsto dell’8,7% nel 2026 e del 9,8% nel 2027. In base alle rilevazioni di Tecnoborsa, l’Italia occupa il secondo posto in Europa per ritmo di crescita, dopo un aumento del giro d’affari pari a un terzo nell’arco dell’ultimo quinquennio. Nel primo semestre del 2026 gli investimenti istituzionali hanno superato 7 miliardi di euro, segnando un incremento annuo del 30%.

Compravendite e quotazioni residenziali

Le compravendite nel comparto residenziale raggiungeranno 840 mila unità nel 2027, a fronte delle 710 mila unità registrate nel 2023. Il tasso di incremento annuo stimato oscilla tra il 4% e il 5%, sostenuto sia dalla domanda delle famiglie sia da quella degli investitori privati.

L’indice dei prezzi residenziali salirà da 110,8 punti base nel 2025 a 121 punti nel 2027, con aumenti medi superiori al 4% annuo. Le rivalutazioni interessano in particolare gli immobili di pregio nei centri di Milano, Roma e nelle località turistiche, mentre i capoluoghi di provincia mantengono valori stabili. Tra i comparti non residenziali, la logistica registra un fatturato di 5,3 miliardi di euro (+6% annuo), mentre l’alberghiero mostra un recupero guidato da Roma e dalle mete di vacanza. Nel terziario la domanda privilegia gli uffici con certificazione energetica di classe A.

Permessi di costruire e produzione edilizia

Nel secondo trimestre del 2026 i permessi di costruire per nuove abitazioni hanno raggiunto 13.246 unità, con un incremento dell’8,0% su base annua e del 3,8% rispetto al trimestre precedente. Nello stesso periodo la superficie utile abitabile è aumentata del 7,3%, mentre l’edilizia non residenziale è cresciuta del 5,1%.

Ad agosto 2026 la produzione nelle costruzioni ha segnato una diminuzione congiunturale del 2,9% e una flessione del 3,2% nel trimestre estivo, mantenendo comunque un saldo positivo dell’1,2% nella media dei primi otto mesi dell’anno. A settembre i prezzi alla produzione sono cresciuti del 3,2% su base annua per gli edifici residenziali e non residenziali e del 6,6% per le infrastrutture stradali e ferroviarie.

Tassi bancari e andamento dei mutui

I prestiti bancari al settore privato sono aumentati del 3,7% annuo tra agosto e settembre 2026, con una crescita del 2,9% per le famiglie e del 4,2% per le imprese. I crediti deteriorati netti si attestano all’1,32% del totale degli impieghi, pari a 28,2 miliardi di euro, con stime dell’Outlook ABI-Cerved che indicano un tasso di deterioramento nelle costruzioni al 3,2% nel 2028.

Sul fronte dei mutui casa, il TAEG medio applicato alle famiglie è salito al 3,99% ad agosto 2026 rispetto al 3,81% di luglio, mentre a settembre il tasso medio per l’acquisto di abitazioni si è attestato al 3,61%. La domanda di finanziamenti nei primi nove mesi del 2026 si è contratta del 5,9% per effetto del crollo delle surroghe, scese del 42,4% nel primo semestre a causa dei rialzi dei tassi stabiliti dalla Bce. L’importo medio richiesto è rimasto pari a 153.711 euro.

Sulle dinamiche creditizie, l’executive director di Crif Simone Capecchi ha affermato: “Dopo il forte dinamismo registrato nel 2025, il mercato dei mutui mostra nel 2026 segnali di rallentamento della domanda”. Capecchi ha precisato che “le famiglie continuano a mostrare interesse verso l’acquisto della casa, come conferma la sostanziale stabilità dell’importo medio richiesto, ma in un contesto economico ancora incerto”, evidenziando come “la stragrande maggioranza delle famiglie opta per il tasso fisso, mentre il variabile cresce in modo marginale”. La fascia tra 25 e 44 anni genera il 62,4% delle domande, mentre il 51,2% dei piani di ammortamento supera i 25 anni di durata.

Locazioni ordinarie e interventi fiscali

Le spese per abitazione e utenze assorbono il 36% dei consumi delle famiglie italiane. I 3,4 milioni di proprietari che rimborsano un mutuo pagano una rata media mensile di 565 euro, che sale a 591 euro nelle aree metropolitane. I 4,8 milioni di nuclei in affitto versano un canone medio di 438 euro al mese (+3,6% sul 2024), che raggiunge 480 euro nei grandi centri urbani. A settembre 2026 l’indice FOI dell’Istat per l’adeguamento dei canoni ha registrato una variazione tendenziale del 4,0%.

Il disegno di legge di bilancio per il 2027 introduce misure specifiche sul comparto: riduzione dell’aliquota della cedolare secca al 5% per i contratti a canone concordato; aliquota all’1% per le locazioni stipulate da giovani fino a 35 anni; estensione del regime della cedolare secca agli immobili commerciali.

Andamento degli affitti brevi

Il mercato degli affitti brevi monitorato da Aigab ha raggiunto nei primi nove mesi del 2026 un valore di 51,7 miliardi di euro, con 10,1 miliardi di euro di prenotazioni dirette (+19%) e 40,6 miliardi di euro di indotto (+23%). Gli annunci attivi online a settembre sono 509.342, pari all’1,4% dello stock abitativo nazionale di 35,6 milioni di alloggi. Nei venti capoluoghi di regione l’offerta è rimasta stabile (+1%), mentre le presenze e i valori medi giornalieri sono cresciuti nei borghi e nelle località di villeggiatura.

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