La disponibilità di energia guida la localizzazione degli immobili logistici

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La continuità dell’approvvigionamento elettrico e l’accesso all’energia sono diventati il primo parametro di scelta per la localizzazione dei magazzini, superando la vicinanza ai mercati di consumo, l’accesso alle infrastrutture di trasporto e i sistemi di automazione. È il dato centrale che emerge dal rapporto 2027 Prologis Global Supply Chain Outlook, terza edizione dello studio condotto da Prologis con The Harris Poll su oltre 1.800 dirigenti d’azienda a livello internazionale.

A motivare questo riposizionamento strategico è l’impatto dei costi energetici, che secondo due intervistati su tre incidono sulla spesa operativa. Inoltre, il 41% delle imprese segnala vulnerabilità legate a interruzioni nelle forniture di gas naturale e gas naturale liquefatto, mentre il 40% indica le criticità del trasporto marittimo.

“L’accesso all’energia e le scelte tecnologiche incidono sempre di più sulle decisioni dei nostri clienti, dalla localizzazione delle attività all’organizzazione delle operazioni – ha dichiarato Dan Letter, chief executive officer di Prologis – Le imprese hanno bisogno di catene di approvvigionamento in grado di accompagnarne la crescita e adattarsi rapidamente ai cambiamenti”.

I tempi di consegna impongono nuovi standard distributivi

La riorganizzazione delle reti risponde a una pressione diretta sui tempi di spedizione. Rispetto al 2019, la percentuale di imprese che garantisce consegne in giornata o entro ventiquattro ore è salita dal 24% al 58%. Il 91% dei dirigenti rileva che la clientela esige la ricezione delle merci entro uno o due giorni, trasformando la rapidità e l’affidabilità del servizio in elementi di differenziazione più rilevanti rispetto alla leva del prezzo.

L’intelligenza artificiale orienta gli investimenti di settore

L’innovazione tecnologica si consolida come fattore competitivo: per due terzi dei manager l’impiego dell’intelligenza artificiale costituisce un vantaggio sui concorrenti, e quasi il 10% delle imprese se ne serve per sottrarre quote di mercato a operatori di scala maggiore.

Per i prossimi tre anni, l’evoluzione delle catene logistiche sarà trainata dai modelli predittivi della domanda (indicati dal 43% del campione) e dall’intelligenza artificiale agentica con processi decisionali autonomi (39%). Questa direzione trova riscontro nell’allocazione del capitale: il 75% delle aziende programma investimenti rilevanti entro due anni in soluzioni di previsione e gestione delle scorte basate su algoritmi.

I rischi geopolitici accelerano il riassetto regionale delle filiere

Le incertezze commerciali modificano la geografia degli scambi: dazi doganali (55%) e tensioni lungo le rotte marittime (53%) figurano come i principali elementi di rischio operativo. Per ridurre l’esposizione, oltre il 50% delle aziende ha già rivisto rotte e configurazione dei network nell’ultimo anno. Il 54% sta strutturando filiere su scala regionale, mentre il 36% adotta strategie di nearshoring per avvicinare gli stabilimenti ai mercati di sbocco e il 35% ricorre al reshoring verso i paesi d’origine.

Il mercato immobiliare italiano richiede strutture flessibili

L’impatto di questi mutamenti si riflette anche sulle dinamiche nazionali. “Anche in Italia le aziende stanno ripensando le catene di approvvigionamento per rispondere a esigenze più stringenti in termini di velocità, affidabilità e flessibilità – ha dichiarato Marco Colombo, vice president, Southern Europe leasing & customer experience di Prologis – In questo scenario, la disponibilità di immobili moderni, ben collegati alle principali infrastrutture di trasporto e vicini ai mercati di consumo, resta un fattore determinante. La sola posizione geografica e infrastrutturale, a oggi, non basta più: gli edifici devono poter evolvere insieme alle esigenze dei clienti, integrando nuove tecnologie e sistemi di automazione”.

La priorità per il comparto immobiliare risiede nella “capacità di accompagnare questa trasformazione attraverso lo sviluppo immobiliare, migliorandone l’efficienza operativa e rafforzando la resilienza delle catene di approvvigionamento”, ha concluso Colombo.

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