Alla prima giornata degli Stati Generali degli Affitti Brevi, ospitati al Teatro Nazionale di Milano, il comparto della gestione professionale dello short rent si è riunito per confrontarsi su un settore costantemente sotto pressione normativa e mediatica. Ad aprire i lavori è stato Marco Celani, presidente di Aigab (Associazione Italiana dei Gestori degli Affitti Brevi) e amministratore delegato di Italianway, sottolineando come la grande partecipazione all’evento confermi la forte coesione degli operatori della categoria.
Nel delineare il quadro economico, Celani ha evidenziato che il 2026 segna una netta ripresa dell’offerta rispetto al 2025, anno che aveva subito il riassestamento e il calo degli annunci conseguenti all’introduzione del CIN nel 2024. A cambiare in modo evidente è soprattutto la geografia della domanda: se in passato gli annunci si concentravano nelle grandi città a vocazione turistica, oggi avanzano le destinazioni secondarie, le località costiere e la montagna, favorita dalle ondate di calore estivo. Questa evoluzione, secondo Celani, permette di portare sviluppo e ricchezza in aree interne spesso sprovviste di alberghi.
Sul piano politico, in vista delle prossime tornate elettorali, il presidente di Aigab ha rimarcato il dialogo con governo, regioni e amministrazioni locali, lanciando un chiaro messaggio ai sindaci: “Partiamo dai dati”. Secondo Celani, additare gli affitti brevi come capro espiatorio dell’emergenza casa e del rialzo dei canoni residenziali è una risposta facile a problemi complessi. Gli strumenti della Banca Dati Nazionale mostrano infatti che in diverse città i canoni tradizionali salgono per l’inflazione, mentre le locazioni brevi restano stabili o arretrano.
Inoltre, le limitazioni adottate all’estero – come a New York, Barcellona, Amsterdam o Berlino – non hanno migliorato l’accesso all’alloggio. Nella metropoli americana i vincoli hanno solo spinto il mercato nero e fatto impennare i costi degli hotel, mentre a Firenze due anni di divieto non hanno aumentato le case a lungo termine né calmierato i prezzi.
Infine, Celani ha affrontato il nodo demografico e la perdita di potere d’acquisto dei salari. In un’Italia dove solo pochissime grandi città continuano a crescere, per molte famiglie ereditare seconde case nei borghi rappresenta un costo di manutenzione insostenibile. Mettere a reddito tali proprietà con l’affitto breve permette di valorizzarle, integrare i redditi familiari e portare viaggiatori indispensabili per tenere aperti i negozi nei centri minacciati dallo spopolamento.
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