Giabardo (Immobiliare.it): “Non c’è evidenza che gli affitti brevi spopolino i centri; serve offerta”

Data:

In occasione della prima giornata degli Stati Generali degli affitti brevi, promossi da Aigab al Teatro Nazionale di Milano, il direttore generale di Immobiliare.it, Paolo Giabardo, ha tracciato il quadro evolutivo del mercato immobiliare italiano. Dal punto di vista dell’osservatorio del portale, il settore vive una fase favorevole con una domanda solida e sostenuta sia nelle compravendite che nelle locazioni, dopo anni caratterizzati da volumi record di transazioni.

A mutare radicalmente sono però i modelli abitativi: nel comparto locativo si consolida un trend di lungo periodo segnato dalla progressiva disaffezione verso il contratto d’affitto tradizionale a lungo termine (il classico 4+4), a favore di formule più flessibili come i contratti transitori e gli affitti brevi. Questa trasformazione, rimarca Giabardo, non è pilotata dall’offerta o dalle piattaforme digitali, ma è guidata direttamente dalla domanda, orientata verso soluzioni agili e slegate da logiche di lungo periodo che presentano note complessità per entrambe le parti.

L’intervento ha poi affrontato il tema del presunto svuotamento dei centri storici a danno dei residenti, argomento sollevato con insistenza da diverse amministrazioni pubbliche. Giabardo ha smentito questa correlazione affermando che “di questo fatto non vi è evidenza nei numeri”, chiarendo come il volume dei contratti residenziali ordinari sia rimasto costante o perfino in lieve crescita negli ultimi anni.

Lo spopolamento urbano ha infatti radici demografiche ben anteriori alla nascita degli affitti brevi: il crollo della natalità (da un milione negli anni Sessanta a circa 330 mila nascite stimate quest’anno), la crescita dei nuclei composti da single e carriere a cicli brevi impongono una mobilità superiore rispetto al passato.

Davanti a queste tendenze, la risposta del sistema Paese non deve passare dalla repressione della domanda, che finirebbe per bloccare l’economia su schemi superati, bensì dallo sviluppo e dalla riqualificazione dell’offerta. Una necessità resa evidente dalle caratteristiche del patrimonio edilizio nazionale, costruito per due terzi prima del 1980 e dunque inadatto a una società in cui i nuclei monocomponente sono ormai maggioritari secondo i dati Istat. Sul fronte aziendale, Giabardo ha infine ricordato come compravendite e locazioni (con oltre un milione di nuovi contratti d’affitto annui registrati in Italia) pesino in misura quasi paritetica nel business di Immobiliare.it, a presidio delle diverse e mutevoli esigenze dell’abitare.

Per guardare la videointervista clicca QUI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

Data center, Girelli (Core Stack): “Infrastrutture distribuite sono elemento importante di resilienza energetica”

La disponibilità di energia, il ruolo dei sistemi di accumulo e la distribuzione delle infrastrutture digitali sul territorio...

Le Graal (Maire investments) acquisisce masseria e beach club di pregio in Puglia

Le Graal (Maire Investments) ha acquisito Masseria Torre Coccaro e Coccaro Beach Club, struttura cinque stelle lusso situata...

Assegnati i primi alloggi sociali al Piombino living

Sono stati assegnati in via Pertini a Piombino (LI) i primi alloggi di “Piombino Living”, un’iniziativa di social...

Mondadori raggiunge le 30 librerie aperte nel 2026

Dopo le oltre 100 librerie affiliate inaugurate da Mondadori retail negli ultimi 5 anni, la società ha impresso...