Bocchini (Confabitare): “La criticità del ddl reimpossessamento non è il titolo, ma la fase dell’esecuzione”

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Agli Stati Generali degli affitti brevi promossi da Aigab, il confronto sul mercato immobiliare si è arricchito dell’analisi tecnica di Federico Bocchini, avvocato e presidente dell’Ufficio Studi di Confabitare, intervenuto durante la seconda giornata dei lavori. Una platea folta e ricca di giovani che, dopo gli interventi istituzionali – tra cui quello del ministro Matteo Salvini – e i contributi tecnici di Immobiliare.it e Airbnb, ha fatto il punto sulle prospettive giuridiche e fiscali del settore.

In vista dell’imminente legge di bilancio, Bocchini ha ricordato come la materia locatizia veda intersecarsi aspetti civilistici e tributari. È il caso della cedolare secca, istituto cardine che interviene sulla dinamica procedurale bloccando gli aumenti Istat, rendendo nulle le clausole a scaletta e prevedendo l’esenzione dalle imposte di registro e di bollo, con ricadute dirette anche sulle locazioni brevi. Un quadro in cui la solidità della stesura contrattuale resta la chiave fondamentale per prevenire attriti e criticità tra locatore e conduttore.

Il tema più atteso riguarda tuttavia il disegno di legge sul ripossessamento degli immobili in caso di morosità. Da rappresentante della proprietà, Bocchini ha riconosciuto come naturale l’auspicio di velocizzare le procedure di rilascio, ma da tecnico che ha preso parte ai tavoli dedicati ha espresso forti perplessità: “Bisogna rappresentare che oggettivamente ci sono dei profili di dubbia costituzionalità e soprattutto di garanzia in equità nel rapporto fra locatore e conduttore”, ha dichiarato.

Dubbi emersi con forza anche nel confronto tra l’Ordine degli avvocati di Roma e la sezione del tribunale capitolino specializzata in materia locatizia.

Secondo l’avvocato, l’intervento normativo rischia di concentrarsi sul versante sbagliato. L’ottenimento del titolo tramite rito sommario è infatti già celere, richiedendo 20 giorni dalla notifica o 40-45 giorni con compiuta giacenza. “L’aspetto dirimente è la liberazione”, avverte Bocchini. Il blocco reale si colloca nella fase esecutiva, frenata dalla carenza di immobili, dalle lentezze organizzative nei tavoli tra prefetture e forze dell’ordine e dalla mancata tutela preventiva dei soggetti più deboli.

Come soluzione operativa, Bocchini indica il modello virtuoso di Roma, dove un protocollo d’intesa tra Prefettura, Polizia e Carabinieri con riunioni mensili di coordinamento ha permesso di raddoppiare le esecuzioni di rilascio e tutelare le fragilità, una buona prassi pronta a essere estesa a Frosinone e Civitavecchia.

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