Le norme sugli affitti brevi incrociano il tema della crisi abitativa e il rimando al recente Affordable housing act. Di questo ha parlato l’avvocato Gennaro Sposato, partner dello studio Rödl ai microfoni di Requadro durante gli Stati Generali degli affitti brevi organizzati da Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi.
Secondo Sposato, negli ultimi anni il settore è stato interessato da interventi legislativi necessari, come l’introduzione del Cin e delle banche dati, strumenti che hanno favorito la trasparenza e una sana concorrenza.
Ma, secondo Sposato: “Gli interventi che hanno generato e che creano maggiori perplessità e criticità sono gli interventi locali adottati da regioni o anche da comuni per, in qualche modo, intervenire, circoscrivere l’esercizio dell’attività della locazione breve in ragione della crisi abitativa che si sta palesando sempre di più e degli effetti dell’overtourism.
Gli interventi possono essere giusti da questo punto di vista, perché un’esigenza sicuramente c’è ed è necessario far convivere i diritti di tutti, ma stanno nascendo in maniera disomogenea, disorganica, e questo sta creando anche una grande conflittualità.
Basti vedere il numero delle sentenze della Corte costituzionale che negli ultimi anni è intervenuta sul tema, generando grande conflittualità, una grande incertezza, e questo non aiuta l’economia e non aiuta gli operatori”.
Sul tema delle prospettive europee in materia di affordable housing Sposato ha ricordato che le realtà abitative europee presentano differenze profonde. In Italia, ad esempio, oltre il 90% delle abitazioni destinate alle locazioni brevi appartiene a singoli proprietari.
La crisi abitativa richiede quindi un approccio più ampio, che consideri la carenza di nuove abitazioni, gli ostacoli burocratici e la necessità di incentivare gli investimenti.
“Sicuramente bisogna partire da una raccolta di dati idonei per poi svolgere le necessarie valutazioni”, ha osservato Sposato, richiamando anche la necessità di un maggiore intervento pubblico e di una gestione più efficiente del patrimonio immobiliare esistente.
La strada da seguire è quella di “una mappatura a 360 gradi dello stock immobiliare di un paese e delle sue esigenze, per poi individuare quei provvedimenti che si possano adottare in maniera proporzionata e richiedano al privato il minor sacrificio, come in realtà domanda anche la legge europea”, ha concluso Sposato.
Per vedere l’intervista integrale clicca QUI



