Jll: investiti 10,8 mld in commercial real estate italiano nei primi 9 mesi del 2026 (+28%)

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Nel periodo tra gennaio e settembre 2026, il mercato italiano del commercial real estate ha registrato investimenti complessivi per 10,8 miliardi di euro, segnando un incremento del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto rileva la società di consulenza immobiliare Jll Italia, i cui dati evidenziano come il solo terzo trimestre abbia generato volumi pari a 3 miliardi di euro, in aumento del 13% su base annua. Il totale comprende investimenti diretti, acquisizioni di terreni e operazioni di share deal.

Retail e logistica trainano i volumi complessivi

Il settore retail si attesta come primario motore di crescita, con 3 miliardi di euro di investimenti totalizzati nei primi nove mesi, pari al 27% del volume globale e in aumento del 27% rispetto all’anno precedente. L’attività del terzo trimestre si è concentrata prevalentemente sul segmento out-of-town, mentre le transazioni nei centri storici di Milano e Roma hanno continuato a mobilitare investitori istituzionali e family office. I rendimenti netti prime del retail rimangono stabili al 4% per l’high street, al 6,5% per i centri commerciali, al 7% per i retail park e al 6,25% per i supermercati stand-alone.

Il comparto industriale e logistico registra 2 miliardi di euro di investimenti (19% del totale), registrando una crescita di circa il 60% rispetto ai primi nove mesi del 2025. Il terzo trimestre ha apportato circa 800 milioni di euro, sostenuto dalla chiusura di due transazioni su portafogli logistici che hanno rappresentato il 30% dei volumi del periodo.

Riconversioni e strategie value-add tra uffici e alberghiero

Il segmento uffici ha raggiunto 1,7 miliardi di euro di investimenti, corrispondenti al 15% del totale, evidenziando una crescente polarizzazione del mercato. Circa il 25% dei capitali è stato allocato a interventi di riconversione verso destinazioni d’uso alternative come hospitality, residenziale e strutture per studenti, mentre le operazioni owner-occupier hanno inciso per il 27%. I rendimenti prime si confermano al 4% a Milano e al 4,5% a Roma.

Nel settore hospitality, gli investimenti diretti hanno toccato 1,3 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 650 milioni derivanti dalla riconversione di immobili direzionali e residenziali, per un totale di quasi 2 miliardi di euro. Le piazze di Milano e Roma guidano le transazioni sugli hotel di fascia alta nei centri storici, affiancate da due acquisizioni rilevanti registrate sul Lago di Como.

Capitali internazionali al 75% e spinta degli asset alternativi

I capitali esteri hanno rappresentato oltre il 75% dei volumi complessivi, in aumento rispetto al 60% del 2025, con una presenza rilevante di investitori provenienti dall’area Mena (Middle East and North Africa). Gli investitori privati e i family office hanno generato il 20% dei volumi e il 12% delle transazioni aggregate.

Tra i settori alternativi, i data center hanno raccolto circa 850 milioni di euro di investimenti, spinti dall’acquisizione di aree edificabili nell’hinterland milanese.

Il comparto living & residential ha totalizzato 770 milioni di euro di investimenti diretti e 500 milioni legati a conversioni e sviluppi. Nel settore sanitario (healthcare), le operazioni sulle residenze sanitarie assistenziali (RSA) hanno raggiunto circa 300 milioni di euro, quasi interamente concentrati in un’operazione M&A su portafoglio nel primo trimestre, con rendimenti prime stabili al 5,75%.

Le prospettive di Jll

Analizzando le dinamiche di mercato, Alberico Radice Fossati, ceo di Jll Italia, ha affermato: “La significativa crescita dei volumi nei primi nove mesi del 2026 conferma la forte attrattività del mercato italiano nel panorama internazionale e la sua capacità di attrarre capitali sempre più diversificati”.

Radice Fossati ha inoltre precisato: “Accanto ai comparti tradizionali, l’attenzione alle operazioni di riconversione e l’interesse verso segmenti in espansione come lo student housing e i data center riflettono un mercato maturo e in evoluzione. In questo scenario, la qualità dei progetti e la capacità di anticipare i trend di sviluppo si confermano i veri fattori determinanti per generare valore nel lungo termine”.

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