Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto legge Piano casa che disciplina il programma governativo per il contrasto all’emergenza abitativa. Il provvedimento, che ricalca il testo licenziato dalla Camera, punta al recupero di 60.000 alloggi popolari e all’introduzione di semplificazioni normative volte a stimolare l’intervento di capitali privati nel settore immobiliare.
L’architettura dei tre pilastri
La struttura della norma si fonda su tre direttrici fondamentali. La prima riguarda la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica, coordinata dal commissario Felice Squitieri. La seconda direttrice prevede l’operatività di un Fondo housing gestito da Invimit, il cui regolamento è in fase di definizione. Il terzo pilastro è costituito dal contributo dei privati attraverso operazioni di edilizia convenzionata.
Risorse finanziarie e ruolo dei comuni
Il piano prevede lo stanziamento di circa 7 miliardi di euro, cifra che include 4,3 miliardi destinati alla rigenerazione urbana per il periodo 2027-2034. Comuni ed enti locali assumono il ruolo di soggetti attuatori, con la possibilità di accedere direttamente ai fondi per il recupero degli immobili popolari attualmente inagibili. L’obiettivo dichiarato è il ripristino funzionale di 60.000 unità abitative.
Semplificazioni per i grandi investimenti
In sede di conversione, il legislatore ha modificato le norme relative alla fast track amministrativa. La corsia preferenziale per le semplificazioni rimane riservata a operazioni di valore non inferiore a un miliardo di euro, ma è stato rimosso il vincolo che richiedeva la provenienza estera di tali capitali. Restano esclusi dalle semplificazioni procedurali gli interventi di piccola e media entità.
Flessibilità nelle destinazioni d’uso
Per favorire la sostenibilità degli investimenti, le operazioni possono ora prevedere una pluralità di destinazioni d’uso, integrando la componente residenziale con quella non residenziale. Il vincolo del 70% di edilizia convenzionata, necessario per accedere alle semplificazioni, viene calcolato esclusivamente sulla cubatura residenziale. Superfici destinate ad alberghi o edifici commerciali sono escluse dal computo della quota di edilizia calmierata.
Ampliamento dei beneficiari e garanzie sui mutui
La platea dei destinatari degli alloggi a canone calmierato è stata estesa ai dipendenti pubblici impiegati nei servizi essenziali, inclusi insegnanti, personale sanitario e appartenenti alle forze dell’ordine, oltre agli studenti. Sul fronte del credito, la legge introduce una corsia prioritaria per l’accesso al Fondo di garanzia per la prima casa a favore delle famiglie con persone affette da gravi disabilità, facilitando l’erogazione di mutui per i nuclei in condizioni di fragilità economica.


