Il Politecnico di Torino ha aperto le iscrizioni alla prima edizione dell’Executive master in consulenza tecnica giudiziaria. Il percorso di alta formazione è rivolto a ingegneri e architetti iscritti all’Albo che intendono consolidare le proprie competenze come periti tecnici nei tribunali, garantendo una preparazione completa sia nel ruolo di Consulente tecnico d’ufficio (Ctu) sia in quello di Consulente tecnico di parte (Ctp).
L’iniziativa risponde alla crescente complessità dei procedimenti giudiziari, nei quali l’analisi di opere, infrastrutture, impianti, danni, responsabilità progettuali e valutazioni ingegneristiche e architettoniche richiede apporti specialistici. In tali ambiti, i consulenti tecnici forniscono al giudice e alle parti gli elementi essenziali per la corretta valutazione delle questioni in esame, operando all’interno di dinamiche procedurali definite.
Secondo i dati diffusi dal Politecnico di Torino, il settore dei consulenti tecnici sta attraversando una fase di profonda riorganizzazione. Il passaggio dagli albi cartacei dei singoli tribunali al nuovo Albo telematico nazionale ha comportato una sensibile riduzione dei professionisti registrati: se fino al 2023 gli albi territoriali contavano complessivamente oltre 183 mila tra Ctu e periti, ad agosto 2026 gli iscritti al nuovo Albo telematico dei Ctu risultavano poco più di 58 mila.
In questo contesto di mercato, il programma formativo combina la preparazione accademica del Politecnico di Torino con i contributi di magistrati, avvocati, ingegneri e architetti, avvalendosi della collaborazione dell’Associazione Torino Giustizia. La didattica copre le diverse sedi di applicazione della consulenza tecnica: dai processi civili e penali fino all’assistenza a studi professionali, imprese, compagnie assicurative, enti pubblici e società di servizi per la gestione di accertamenti e la risoluzione delle controversie.
“Nei procedimenti giudiziari che affrontano questioni tecniche particolarmente complesse, il contributo di un professionista qualificato può offrire una lettura più precisa e puntuale delle dinamiche e degli elementi oggetto di valutazione. Con questo Executive Master vogliamo fornire a ingegneri e architetti gli strumenti necessari per mettere le proprie competenze tecniche al servizio della giustizia, integrandole con una solida preparazione sulle procedure e sulle modalità di interazione con il giudice e con le parti”, dichiara il professor Orazio Baglieri, coordinatore dell’Executive master in consulenza tecnica giudiziaria. “Il punto di forza del percorso è il suo approccio fortemente applicativo: accanto alla formazione teorica, il laboratorio Moot Court permette ai partecipanti di confrontarsi con un caso concreto e di sperimentare direttamente, in un contesto che riproduce l’aula di tribunale, le dinamiche e le responsabilità proprie della consulenza tecnica giudiziaria”.
“Con questo Master il Politecnico di Torino conferma la propria vocazione a mettere le competenze tecnico-scientifiche dell’Ateneo a servizio delle istituzioni e della collettività. Vogliamo essere sempre più un partner tecnico della Pubblica Amministrazione, capace di offrire conoscenze, professionalità e strumenti per affrontare anche gli ambiti più complessi dell’azione pubblica. La gestione della giustizia rientra pienamente in questa prospettiva: formare professionisti in grado di supportare il sistema giudiziario con competenze tecniche qualificate nell’uso delle nuove tecnologie significa contribuire a rafforzare il rapporto tra sapere universitario, istituzioni e società. L’Executive Master in Consulenza Tecnica Giudiziaria rappresenta in questo senso un esempio concreto di come l’expertise del Politecnico possa tradursi in una formazione specialistica a supporto di funzioni dello Stato”, aggiunge il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati.
Il corso è strutturato in quattro aree d’insegnamento: elementi di diritto, metodologia della consulenza tecnica, approfondimenti specialistici e laboratorio Moot Court.
La formazione teorico-pratica analizza le fasi dell’attività peritale, dall’interpretazione del quesito formulato dal Giudice alla gestione del contraddittorio, fino alla redazione formale degli elaborati. Tali aspetti sono affiancati dallo studio dei principi fondamentali dell’ordinamento e della procedura civile e penale.
La sezione degli approfondimenti specialistici analizza nello specifico:
- Danni strutturali
- Reati ambientali
- Salute e sicurezza sul lavoro
- Incidenti rilevanti e sinistri stradali
- Codice dei contratti
- Estimo e valutazioni
- Responsabilità amministrativa degli enti
- Aspetti tecnico-legali legati alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale
- Frodi informatiche
Al termine delle lezioni frontali e dell’analisi dei casi di studio, i partecipanti prendono parte al laboratorio esperienziale Moot Court. L’attività si svolge direttamente presso il Palazzo di Giustizia per ricreare le condizioni operative di un procedimento giudiziario.
Durante la simulazione, i corsisti rivestono i ruoli di Ctu, Ctp e consulenti del pubblico ministero, affrontando l’intero iter della perizia: dal conferimento dell’incarico iniziale fino alla discussione in udienza.
Le domande di ammissione possono essere inviate fino alle ore 14.00 dell’11 dicembre 2026.


