Il convegno “Il governo del territorio. Rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile per il benessere collettivo”, tenutosi il 23 giugno 2026 presso l’Urban Center Metropolitano di Roma, promosso dall’Associazione A.B.A.C.O. con INU, OAR, Cnappc e IN/Arch, ha “attraversato” i diversi livelli decisionali, dalla politica alla società civile, che compongono il governo del territorio. Oggi le amministrazioni pubbliche si trovano a un bivio: continuare a inseguire un modello di sviluppo urbano ormai logoro, oppure ripensare radicalmente gli strumenti con cui le città si trasformano.
L’incontro ha coinvolto la filiera decisionale che presiede alla trasformazione delle città. L’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, e il Presidente dell’Ordine Architetti di Roma, Christian Rocchi, hanno inaugurato i lavori muovendo dal caso romano, esempio paradigmatico di una governance complessa in cui la regia pubblica convive con l’apporto di capitali privati. Entrambi hanno individuato nell’obsolescenza del quadro normativo l’ostacolo primario a una pianificazione realmente efficace, un nodo che per progettisti e investitori si traduce in incertezza procedurale e tempi dilatati.
La presidente di A.B.A.C.O., Virginia Rossini, ha ampliato la prospettiva alla scala nazionale, richiamando l’Agenda 2030 e constatando come l’Italia ne abbia finora conseguito solo un terzo degli obiettivi, nonostante il sostegno dei fondi Pnrr, ormai in esaurimento. Il presidente nazionale dell’INU, Michele Talia, ha avanzato una proposta concreta: una “Legge di principi” a scala nazionale, capace di ricomporre l’attuale frammentazione regionale attorno a temi quali la rigenerazione urbana, il consumo di suolo e l’evoluzione climatica, affiancata da un’agenda urbana nazionale sul modello già consolidato in Europa.
Sul versante più speculativo, il Preside della Facoltà di Architettura della Sapienza, Orazio Carpenzano, ha richiamato la responsabilità critica del progettista di fronte alla stratificazione storica della città, proponendo una “metodologia della cura” orientata alle relazioni umane, mentre il neopresidente del Cnappc, Alessandro Panci, ha riportato il dibattito su questioni di stringente attualità operativa, quali il Piano Casa e l’impatto dell’overtourism sui centri storici.
Allarmante l’intervento della coordinatrice dell’Unità per lo Sviluppo Sostenibile del Ministero dell’Ambiente, Mara Cossu, che ha discusso le difficoltà attuative dell’Agenda 2030, imputabili a competenze frammentate e formazione tecnica insufficiente all’interno delle amministrazioni. Infine, la voce della società civile, affidata a Ermete Realacci, di Symbola, ed Emilio Giacomi, ha ribadito l’ormai comprovata convenienza economica della sostenibilità ambientale.



