Un manifesto collettivo per l’architettura italiana oggi. Così recita il sottotitolo della “Carta di Parma”: testo programmatico e culturale dell’architettura italiana contemporanea, nato da un percorso di ricerca triennale che ha coinvolto oltre cento docenti universitari, storici e progettisti di tutte le scuole d’architettura italiane. Coordinato dall’Università di Parma, il documento, che mette al centro la qualità del progetto (e dove è immancabile il riferimento alla rigenerazione urbana) è stato presentato ufficialmente al Senato della Repubblica per proporre una risposta accademica, civile e politica alle sfide del territorio. Il Comitato scientifico della Carta di Parma è composto da: Dario Costi (Università di Parma), Marco Biraghi (Politecnico di Milano), Renato Capozzi (Università di Napoli), Maria Clara Ghia (Sapienza Roma), Luca Lanini (Università di Pisa).
Il valore del manifesto risiede nella sua intenzione di fare da ponte tra il mondo della ricerca universitaria, la filiera delle costruzioni (ad esempio l’Ance) e le istituzioni politiche. Il dibattito che ne scaturirà mira a porre le basi culturali per future riforme legislative sulla rigenerazione urbana in Italia, attraverso la declinazione di sette parole chiave.
Vita
L’architettura non è riducibile a una pura astrazione formale. Il suo fine principale è dare volume allo spazio in cui si svolge l’esistenza umana, rispondendo direttamente ai bisogni reali delle comunità.
Cura
Rappresenta l’attitudine tipica della tradizione italiana nel confrontarsi con il patrimonio costruito e il paesaggio. Si contrappone alle prassi standardizzate e ai saperi puramente specialistici, difendendo la città come un valore collettivo.
Teoria
Rivendica il legame indissolubile tra il pensiero teorico e l’atto costruttivo (fabrica e ratiocinatio). Questo approccio affonda le radici nella trattatistica storica italiana (da Vitruvio all’Alberti fino al Novecento).
Storia
La storia non è intesa come un repertorio di stili da copiare, né come un vincolo paralizzante. Viene letta come materiale vivo e come struttura di lungo periodo con cui il progetto contemporaneo deve stabilire un dialogo critico e dialettico.
Città
Il nucleo dell’identità urbana italiana risiede nello spazio pubblico (la piazza, la strada, il vuoto urbano). La Carta promuove una progettazione attenta alla qualità urbana, rifiutando l’espansione incontrollata a favore della riqualificazione del tessuto esistente.
Politica
L’architettura è una disciplina civile e un atto politico. Il progetto riacquista un ruolo centrale nel dibattito pubblico e nelle decisioni istituzionali per guidare le trasformazioni del territorio verso il bene comune.
Ambiente
Risponde alla necessità impellente della transizione ecologica e della risposta climatica. L’architettura deve farsi carico della sostenibilità non come adempimento burocratico, ma attraverso scelte tipologiche e tecnologiche integrate (ad esempio smart building e transizione digitale).


