Nel periodo tra aprile e giugno 2026, il mercato immobiliare residenziale italiano mostra segnali di frenata, caratterizzati da una moderazione nella dinamica dei prezzi e da un lieve calo delle compravendite su base annua. È questo il quadro principale che emerge dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, pubblicato dalla Banca d’Italia ed elaborato in collaborazione con Tecnoborsa e l’Agenzia delle Entrate. La rilevazione, condotta su un campione di circa 1.500 agenzie immobiliari tra il 18 giugno e il 21 luglio 2026, evidenzia come la domanda resti contenuta e l’offerta continui a ridursi.
Rallentano i prezzi di vendita, sconti e tempi ai minimi
Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, il saldo tra i giudizi di aumento e diminuzione dei prezzi di vendita delle abitazioni si è ridotto a 7 punti percentuali rispetto ai 12 del trimestre precedente. Il rallentamento dei prezzi è risultato particolarmente marcato nel Nord-Ovest, dove il saldo è sceso a 1 punto da 11. Nel Nord-Est e nel Centro i saldi rimangono più sostenuti, rispettivamente a 13 e 11 punti, mentre nel Sud e nelle Isole si attestano a 6 punti.
Nonostante la frenata dei listini, i tempi di vendita e i margini di trattativa restano stabili. Il rapporto evidenzia: “I margini di sconto sui prezzi richiesti e i tempi di vendita restano sostanzialmente stabili sui livelli minimi dall’inizio della rilevazione”. Lo sconto medio rispetto al prezzo inizialmente richiesto dal venditore si attesta al 7 per cento a livello nazionale, con un divario tra macroaree che vede lo sconto più contenuto nel Nord-Est (5 per cento) e più elevato nel Sud e nelle Isole (9 per cento). I tempi medi di vendita si confermano molto rapidi, attorno ai 5 mesi.
Compravendite in lieve calo su base annua e contrazione dell’offerta
La percentuale di agenzie che hanno concluso almeno una compravendita nel periodo di riferimento si attesta all’86%, un dato sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente e allo stesso periodo del 2025. Le transazioni riguardano prevalentemente abitazioni preesistenti, in quota pressoché invariata all’81%.
Tuttavia, valutando l’attività rispetto a un anno prima, si nota un lieve indebolimento: il saldo negativo si è ampliato a -20 punti percentuali dai -17 della rilevazione precedente, con un peggioramento concentrato nel Nord-Ovest e nel Nord-Est. Il saldo tra i giudizi di aumento e diminuzione dei potenziali acquirenti rimane negativo a -15 punti percentuali, sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente ma in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando si attestava a -19 punti.
Dal lato dell’offerta, gli operatori segnalano una persistente riduzione degli incarichi: la percentuale di agenti che ha riscontrato un calo dei nuovi incarichi a vendere supera di 26 punti percentuali quella di chi ha registrato un aumento.
Credito e mutui: condizioni distese
La quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario si è attestata al 63%, in lieve calo rispetto al trimestre precedente (65 per cento) e sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025. Il rapporto tra prestito e valore dell’immobile si conferma su livelli storicamente elevati, intorno al 78 per cento. Le difficoltà nell’accesso al credito continuano a incidere poco sulle compravendite: la quota delle agenzie che segnala questo fattore come causa principale di cessazione dell’incarico a vendere si attesta al 18 per cento, rimanendo sui livelli minimi dall’avvio della serie storica.
Canoni di locazione in forte crescita, rallenta solo il Nord-Ovest
Il mercato degli affitti si mostra particolarmente dinamico. La quota di agenzie che hanno locato almeno un immobile è salita all’83%, rispetto al 79% del trimestre precedente. Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei canoni si attesta a 32 punti percentuali, sostanzialmente stabile a livello nazionale rispetto al trimestre precedente.
Si osservano tuttavia andamenti divergenti tra le diverse macroaree: nel Nord-Ovest il saldo è sceso ulteriormente a 17 punti da 30, mentre nelle altre aree si registra una ripresa, più marcata nel Sud e nelle Isole (49 punti da 39) e nel Centro (41 punti da 29). L’offerta di immobili in locazione continua a contrarsi, con un saldo negativo dei nuovi incarichi pari a -26 punti percentuali rispetto a chi indica un aumento. Il fenomeno delle locazioni brevi si conferma rilevante per il 54 per cento degli operatori, con punte del 65 per cento nel Centro e nel Sud e nelle Isole.
Prospettive future: cauto ottimismo nel medio termine
Per il futuro del settore residenziale nazionale, gli operatori esprimono un atteggiamento prudente, ma improntato al recupero. Le attese sull’andamento del mercato in cui opera la singola agenzia restano prevalentemente sfavorevoli, con un saldo negativo di -14 punti percentuali, stabile rispetto alla rilevazione precedente ma migliore rispetto al -18 dello stesso periodo del 2025.
Le prospettive per il mercato immobiliare nazionale nel suo complesso si confermano in lieve recupero: il saldo delle attese cresce leggermente per il trimestre in corso, salendo a -15 punti da -17 nell’indagine precedente. Il miglioramento si fa più marcato se si estende l’orizzonte al biennio successivo, dove il saldo sale a -10 punti percentuali rispetto ai -22 registrati in precedenza. In merito a queste dinamiche generali, la Banca d’Italia segnala: “I giudizi degli operatori sulle prospettive del mercato immobiliare nazionale segnalano un cauto miglioramento, soprattutto su un orizzonte biennale”.


