lunedì, Agosto 3, 2026

Un giardino d’inverno tra esistente e progetto

Data:

Share post:

L’idea di sviluppare per la sede Guardini a Volpiano, nella cintura torinese, un ampliamento ecosostenibile ha caratterizzato le scelte progettuali e il loro successivo sviluppo. La sfida è stata quella di realizzare un edificio capiente ma raccolto, riservato ma trasparente, “aulico” ma familiare, ecologicamente sostenibile ma che disponesse di un linguaggio architettonico proprio.

La vista esteriore esprime una forma rigorosa; l’interno, luminoso e aperto, è caratterizzato da una forte connessione tra le parti. “Il percorso progettuale – racconta l’architetto Paolo Alpe titolare dello studio Progetto Architettura che ha firmato l’intervento – nasce dalla verifica dell’impronta a terra, determinata dalle esigenze aziendali, in relazione con il prospetto principale. Una pianta rettangolare, parallela alla via di accesso, è stata collegata alla preesistenza attraverso un vuoto costruito: nasce la “cerniera-serra”, un giardino d’inverno. Gli studi di facciata sfociano in una forma compatta e regolare e l’affermazione di un volume solido, elementare, pone le basi per dare corpo all’idea di un elemento “pesante” sostenuto da esili ritti metallici al di sopra di un volume trasparente costituente la hall di ingresso. Il pieno che comprime il vuoto. Il vuoto che a sua volta rifluisce nell’interstizio a disposizione tra il costruito rifugiandosi nel giardino d’inverno”.

La necessità di realizzare un edificio di ricercato impatto visivo non trovava supporto nella volumetria a disposizione: lo slittamento orizzontale dei piani più alti, a destra e sinistra dell’asse simmetrico principale dell’impronta a terra, ha permesso di realizzare una quinta dietro la quale nascondere il volume abitabile. I pilotis dell’ingresso e le finestrature a nastro derivano direttamente dai dettami di Le Corbusier; la risposta progettuale disegna tagli orizzontali, ad altezze variabili, che percorrono gli interi fronti prospettici. L’immagine di riferimento è quella di un solido metallico, pieno, soggetto a fresature e l’utilizzo di serramenti scuri e di specchiature grigie enfatizza la percezione della profondità dei tagli.

L’edificio è stato concepito seguendo i parametri CasaClima: si climatizza passivamente con sistemi di cogenerazione (geotermia più solare fotovoltaico più pompa di calore), non è allacciato a nessuna rete gas e non ha emissioni. La costruzione dispone di uno strato isolante di 18 cm da sotto le fondamenta sino in copertura; il riscaldamento/raffrescamento è realizzato con pannelli radianti a soffitto. Tutto il sistema impiantistico è controllabile da remoto (foto Beppe Giardino).

di Danilo Premoli – Office Observer

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

Direttiva RED III al via: scattano i nuovi obblighi per l’integrazione delle rinnovabili negli edifici

Entra ufficialmente in vigore il 3 agosto 2026, il decreto legislativo n. 5/2026 che recepisce in Italia la...

Roma Capitale, approvata la variante parziale alle Nta del Prg

In data 30 luglio 2026, è stata pubblicata nell'Albo Pretorio di Roma Capitale la Deliberazione dell'Assemblea Capitolina n....

Spin Time, l’incendio riapre la ferita occupazioni: il problema abitativo non può diventare licenza d’illegalità

Il principio d’incendio scoppiato allo Spin Time Labs ha reso improvvisamente visibile ciò che per tredici anni la...

IL PUNTO completa il restyling di uffici storici a Milano

IL PUNTO Real Estate Advisor ha ultimato con successo la riqualificazione e il trasferimento della sede operativa di...