La campagna elettorale per Milano si occuperà anche della variante normativa al Piano di governo del territorio concentrandosi su due nodi: la chiarezza delle regole e la gestione della fase di transizione.
Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, ha partecipato, insieme al consigliere Enrico Marcora alla conferenza stampa con cui Assimpredil Ance, Acai Milano, Aspesi, Assoimmobiliare, Compagnia delle Opere Milano, Cna Milano, Confcooperative Habitat Lombardia, Legacoop Lombardia e Unione Artigiani hanno espresso forte preoccupazione per le modifiche proposte dalla giunta, ora in attesa di adozione da parte del Consiglio comunale.
A Milano la domanda di nuove abitazioni è stimata in circa 35mila unità, mentre gli alloggi previsti da permessi di costruire e Scia sono scesi da 4mila nel 2022 a mille nel 2024. Secondo l’Unione Artigiani sono coinvolte 60mila imprese e 200mila addetti, con circa 1,5 miliardi di euro di lavori a rischio.
Saranno anche prevedibili ripercussioni occupazionali. Le associazioni hanno chiesto di verificare gli effetti della variante su rigenerazione urbana, efficienza energetica e offerta abitativa, di correggere le formulazioni ambigue, di salvaguardare il recupero delle superfici legittimamente esistenti e di sostenere l’edilizia residenziale sociale. Inoltre hanno contestato l’esclusione della valutazione ambientale strategica.
“Condivido le preoccupazioni espresse dagli operatori”, ha dichiarato Truppo. “In cinque anni di lavoro in Consiglio comunale e nella commissione Casa ho visto quanto pesino sulla città l’incertezza interpretativa e i tempi lunghi delle istruttorie. Il punto più delicato di questa variante è la fase di passaggio: quando una nuova norma si sovrappone a quella vigente, uffici già in affanno devono gestire pratiche avviate con regole diverse. Senza una disciplina transitoria chiara, il risultato prevedibile è un ulteriore rallentamento dei cantieri”.
Per il capogruppo di FdI conta anche il momento scelto. “Una variante normativa orienta lo sviluppo della città per molti anni. Approvarla in zona Cesarini, a pochi mesi dalla fine del mandato, significa ipotecare le scelte del prossimo sindaco e della nuova amministrazione, che i milanesi sceglieranno a breve e che potrebbe avere un’impostazione diversa. Sarebbe più prudente rafforzare gli uffici, consolidare il quadro attuale e lasciare al nuovo Consiglio la definizione dell’impianto complessivo, partendo dalle osservazioni del settore. Condivido anche la richiesta di una valutazione ambientale completa: modifiche di questa portata meritano un’analisi approfondita dei loro effetti”.
Truppo richiama infine l’attenzione sulle famiglie. “Dietro ogni pratica ferma ci sono acquirenti in buona fede e operatori che hanno seguito le procedure indicate dal Comune. Un ente pubblico, come ogni organizzazione complessa, deve saper mappare i rischi e dotarsi di procedure chiare, secondo la logica di responsabilità del D.Lgs. 231/2001. Per questo sarebbe prudente prevedere fin d’ora accantonamenti per gestire i possibili contenziosi”.
Truppo ricorda che alla fine del 2025 aveva proposto il ricorso a percorsi di giustizia riparativa e la costituzione di un fondo di garanzia da 150 milioni di euro. Le misure erano state respinte dal sindaco, ma poi riprese dalla giunta negli incontri con la Procura a seguito dei noti fatti urbanistici. “Su un tema così tecnico servono metodo e dialogo con chi costruisce la città”, ha concluso il capogruppo FdI. “Seguiremo l’iter della variante in commissione e in aula, portando le istanze emerse dal confronto con gli operatori”.
Le associazioni hanno depositato le proprie osservazioni presso gli uffici tecnici comunali il 30 ottobre, contestando anche l’esito dello screening Vas.



