Riceviamo personalmente dall’architetto Roberto Busso e molto volentieri pubblichiamo
Non potrò mai dimenticare la tua risata: troppo vera, unica, forte, piena, contagiosa all’istante.
Non potrò mai dimenticare la tua competenza: assoluta, unica e inimitabile, fatta di esperienza vera in trincea, di progetti e di realizzazioni.
Sei sempre stato un mio riferimento: ti chiamavo per colmare le mie lacune e tu, in dieci minuti, mi risolvevi questioni aperte da settimane.
Mi facevi vedere le cose da un altro punto di vista, quello giusto, ovviamente.
Non potrò mai dimenticare quando, vent’anni fa, nella stagione in cui l’azienda che rappresentavi aveva deciso l’espansione in Romania, abbiamo percorso in lungo e in largo il Paese per capire di cosa stavamo parlando, cosa stavamo vedendo e quali erano i rischi e le opportunità di un’operazione del genere, perdendoci molte volte nei boschi, molte volte nei locali…
Non potrò mai dimenticare che per anni mi hai fatto organizzare una cena nel periodo del Mapic che non aveva un senso logico, in cui le persone invitate, durante il giorno stesso, seguivano delle geometrie variabili di collegamento tra di loro che non si sarebbero mai chiuse.
Tutti gli anni ripetevamo la scena: gli invitati fissi, Enzo ed Enrico; la Gandelli perché va sempre bene; Moretti perché ci vuole. Vuoi farti mancare un paio di avvocati di studi seri? Due dell’agency, quasi sempre della concorrenza, un altro paio del Property, perché altrimenti ne manca un pezzo, un asset manager a caso.
Alla fine, una ventina di persone, sempre con lo stesso criterio.
E poi il rito: un libro in regalo per ciascuno, la lettura del titolo, il riassunto del contenuto, la motivazione… e il vino più caro scelto da te, tanto pagavo io…
Anche loro non potranno mai dimenticare.
Non potrò mai dimenticare le sere in cui ci siamo accompagnati vicendevolmente a casa o in albergo perché forse avevamo esagerato un po’ troppo, ma magari avessimo esagerato un po’ di più…
Non c’è nessun’altra persona con cui mi sia divertito così tanto come con te: raccontando storie e storielle, rivivendo scene di lavoro, partecipando a riunioni, cenando, ballando, camminando, parlando di noi, di quello che facevamo e del mondo.
Non potrò mai dimenticarti, né cancellare il tuo numero di telefono dalla mia rubrica, ben conscio che, anche digitandolo, non potrai più rispondermi.
Non potrò mai dimenticarmi che sei stato uno dei primi a chiamarmi quando ho dato le dimissioni dal mio precedente incarico, invitandomi fuori a bere qualcosa.
Mi manchi un botto, Roberto Zoia.
Ti ho sempre chiamato così, per intero, perché hai un nome che copre tutto lo scibile: dai supereroi alla mitologia greca.
Non potrò mai dimenticarti, né potrà farlo tutto il mondo del Real Estate, dove sei stato un protagonista assoluto e continuerai ad esserlo per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerti e che, immancabilmente, prima o poi diranno: “Ti ricordi Roberto Zoia? Certo che lui di cose ne ha fatte tante…”.
Spero che, dove andrai, ci possano essere quantità enormi di Centri Commerciali e spero anche che siano quasi tutti da riorganizzare, perché non è giusto che il tuo talento finisca…
Ti ringrazio per tutto questo.
Non potrò mai dimenticarmi di te.
Roberto



