Il consiglio comunale di Milano ha approvato una modifica al regolamento per l’uso degli impianti sportivi di proprietà del comune che consentirà, in presenza di determinate condizioni, di ridurre il canone di concessione fino a un valore pari al 10% del valore di mercato.
La modifica riguarda esclusivamente gli impianti privi di rilevanza economica, ossia quelle strutture che, per dimensioni, caratteristiche o vincoli, non consentono al gestore di ottenere un reale margine economico. Si tratta prevalentemente di impianti di dimensioni contenute, affidati attraverso concessioni d’uso a realtà senza scopo di lucro.
Il regolamento prevede oggi per questi soggetti la possibilità di applicare un canone agevolato, che non può tuttavia scendere al di sotto del 30% del valore di mercato. Una soglia che, in alcuni casi, può risultare ancora troppo elevata per associazioni e società sportive dilettantistiche che gestiscono strutture senza possibilità di produrre margini economici e devono contemporaneamente sostenerne i costi di gestione e manutenzione.
Con la modifica approvata, il comune potrà applicare un’ulteriore riduzione, fino ad arrivare a un valore pari al 10% del valore di mercato, tenendo conto del contesto socio-demografico, delle caratteristiche dell’impianto e della rilevanza sociale delle attività che vi vengono svolte.
L’agevolazione sarà accompagnata da precise condizioni. I concessionari dovranno continuare a farsi carico degli interventi sull’impianto previsti dalla concessione e rinunciare a forme di brandizzazione, naming o sfruttamento pubblicitario della struttura. Rimarranno possibili limitate forme di pubblicità interna, purché compatibili con la natura dell’impianto e destinate esclusivamente a contribuire all’equilibrio economico della gestione.
“Vogliamo premiare le realtà che ogni giorno garantiscono sport accessibile e fanno vivere i quartieri attraverso lo sport – dichiarano l’assessora allo sport Martina Riva e l’assessore al bilancio e patrimonio Emmanuel Conte –. Parliamo di impianti che non producono margini economici, ma un enorme valore sociale: sono luoghi di sport, aggregazione e presidio del territorio. Ridurre il canone, quando ne ricorrono le condizioni, significa rendere più sostenibile la loro gestione, tutelare chi se ne prende cura e creare le condizioni perché sempre più realtà del territorio possano partecipare alle procedure di affidamento”.
Negli scorsi mesi l’Area Sport ha effettuato una prima ricognizione sulle concessioni in scadenza nel 2026, individuando dieci impianti privi di rilevanza economica, distribuiti nei Municipi 4, 7, 8 e 9.





