Secondo la Commissione europea, oltre l’85% degli edifici che saranno utilizzati nel 2050 esiste già oggi, rendendo strategico per lo sviluppo delle città intervenire sul costruito. Gli ultimi dati disponibili di Ispra evidenziano che nel solo 2024 sono stati artificializzati quasi 84 chilometri quadrati di territorio, il dato più elevato dell’ultimo decennio: l’Italia ha perso suolo al ritmo di circa 2,7 metri quadrati al secondo. La nuova Direttiva europea Epbd (Energy performance of buildings directive) punta, inoltre, ad accelerare la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente.
Nata come alternativa alla nuova edificazione, la rigenerazione urbana sta quindi diventando uno dei principali motori dello sviluppo immobiliare. Recuperare e valorizzare ial patrimonio edilizio esistente consente infatti di coniugare sostenibilità ambientale, contenimento del consumo di suolo e qualità dell’abitare. È quanto emerge da un’analisi di Brb Spa società benefit, fondata da Artan Bixi nel 2005, principale azionista e promotrice dello sviluppo del gruppo Brb, attivo nei settori delle costruzioni, della riqualificazione e degli investimenti nel real estate.
Il potenziale della riqualificazione urbana
A parere del Secondo rapporto nazionale sulla rigenerazione urbana, approntato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Urban Up, in Italia esistono circa 855 chilometri quadrati di aree potenzialmente recuperabili, dalle quali potrebbero derivare fino a 320 milioni di metri quadrati di nuove superfici immobiliari, limitando il consumo di nuovo suolo e valorizzando il patrimonio edilizio esistente. Tra gli interventi più significativi di Brb rientra Arcadia Living, il complesso residenziale in costruzione a Rozzano, comune alle porte di Milano, su un’area precedentemente occupata da un fabbricato abbandonato, poi demolito e bonificato. Il progetto, del valore di 50 milioni di euro, prevede 77 appartamenti e adotta soluzioni orientate all’uso efficiente delle risorse, tra cui pompe di calore, riscaldamento a pavimento e isolamento termo-acustico. Il sistema del verde comprende un giardino centrale con alberi ad alto fusto e coperture con giardini pensili privati, progettate per trattenere fino al 40% dell’acqua piovana, favorendone una gestione più sostenibile e contribuendo al comfort ambientale.
“Negli ultimi anni – afferma Bixi – la rigenerazione urbana ha assunto un ruolo sempre più centrale: se in passato lo sviluppo immobiliare era legato soprattutto all’espansione delle città, oggi la sfida è valorizzare il patrimonio esistente, limitando il consumo di nuovo suolo. Tale approccio consente di coniugare qualità costruttiva ed efficienza energetica con la capacità di restituire valore ad aree degradate o sottoutilizzate. Arcadia Living nasce da questa visione: trasformare un’area abbandonata in un nuovo complesso residenziale, contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione del contesto urbano.”


