Bnp: dati del primo semestre confermano una ripresa strutturale dell’immobiliare italiano

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Con un volume di investimenti immobiliari pari a circa 7,06 miliardi di euro, il primo semestre del 2026 registra una crescita del 28% rispetto all’omologo periodo del 2025, confermando per il terzo anno consecutivo un trend positivo. Il dato risulta particolarmente significativo se confrontato con la media dei primi sei mesi degli ultimi cinque anni, rispetto alla quale i volumi attuali mostrano un incremento del 40%.

I dati sono frutto dell’elaborazione dell’ufficio studi di Bnp Paribas real estate, secondo cui l’analisi trimestrale evidenzia un’ulteriore crescita nel secondo periodo dell’anno, che ha visto un aumento dei volumi del 36% rispetto al primo trimestre. Questa spinta è stata trainata soprattutto dal comparto high street retail, dove è stata registrata la transazione più grande dell’anno, nonché la seconda più grande mai registrata; l’acquisto dell’80% di Via Montenapoleone 8 per 1,161 miliardi di euro. Il settore retail si conferma dunque il più dinamico del semestre, con volumi che sono cresciuti del 113% su base annua; anche depurando il dato dalla singola operazione di maggior rilievo, la crescita del comparto rimarrebbe solida, attestandosi al 19%.

Parallelamente, si distingue il settore logistics, che cresce del 66% rispetto al 2025, sostenuto da fondamentali occupazionali particolarmente robusti.

Forte l’espansione delle asset class alternatives (che comprendono living e settori emergenti come healthcare e data centres), con un incremento del 83% su base annua.

Nonostante il settore office abbia evidenziato una contrazione del –49% e l’hospitality un calo del –24% nel medesimo intervallo temporale, le prospettive risultano positive per quanto riguarda il profilo degli investitori, i quali ricominciano a manifestare interesse per gli uffici e mostrano entusiasmo per l’hospitality. Come avviene in altri mercati di riferimento europei, si intravedono i primi segnali di una ripresa.

Questa performance è stata favorita dal crescente peso delle operazioni di grande dimensione. Sebbene il numero di transazioni superiori a 100 milioni di euro sia rimasto stabile, il loro valore complessivo è aumentato del 45% rispetto al 2025. Gli investimenti core hanno quasi raddoppiato i volumi rispetto al primo semestre del 2025 e, al netto della maggiore operazione del periodo, hanno comunque registrato una crescita del 55%.

Ulteriore elemento distintivo dell’H1 2026 è stata la composizione geografica dei capitali investiti, con il 76% del volume di origine internazionale. Nello specifico i flussi provenienti dall’Eurozona sono raddoppiati, dimostrando una rinnovata fiducia degli investitori europei nel mercato italiano. I capitali provenienti da paesi fuori dall’Eurozona hanno registrato una crescita dell’88%, spinta dalla più grande operazione dell’anno chiusa nel secondo trimestre, in cui sono stati coinvolti investitori qatarioti. Anche gli investitori statunitensi hanno mostrato un forte interesse, con un aumento del 20% dei volumi su base annua. (Dati calcolati considerando nota fonte di capitale).

rendimenti prime registrati alla fine del Q2 2026 sono in contrazione rispetto allo stesso momento nel 2025 per il settore retail centri commerciali (7,25%) e logistica (5,40%) e stabile per gli asset class retail high street (3,90%) e uffici, sia a Milano (4,00%) che a Roma (4,75%), con movimento in alcuni submarket secondari. Su base trimestrale i prime yield sono rimasti pressoché invariati, con una compressione di 25bps solamente nel settore Retail Warehousing, mentre si allentano invece i rendimenti uffici nell’Eur e periferia romana.

Mark Roberts – head of capital markets di Bnp Paribas real estate advisory – ha dichiarato: “I dati del primo semestre confermano una ripresa strutturale del mercato italiano, trainata da una rinnovata fiducia degli investitori e dalla resilienza di asset class strategiche come Retail e Logistica. L’incremento dei volumi e l’impatto di operazioni di grandi dimensioni testimoniano un ritorno di dinamismo che pone basi solide per l’evoluzione del mercato nel corso dell’anno”.

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