Approvato il documento conclusivo sulla valorizzazione del patrimonio degli enti previdenziali

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La Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale ha dato l’ok, nella seduta del 18 giugno 2026, al documento finale relativo all’indagine conoscitiva sulle politiche di investimento e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Inps e Inail. L’istruttoria definisce i beni degli enti, che superano i 9 miliardi di euro di valore lordo di bilancio, come una “risorsa strategica di rilevanza nazionale” non solo per i profili economico-finanziari, ma anche come infrastruttura territoriale per la rigenerazione urbana e l’housing sociale.

Il patrimonio analizzato presenta una forte eterogeneità strutturale. L’Inps detiene un portafoglio ampio con un valore lordo di 4,65 miliardi di euro al 31 dicembre 2024, caratterizzato tuttavia da elevati tassi di sfitto, che raggiungono il 59% delle unità immobiliari totali. Secondo le fonti, la gestione dell’Istituto sconta le criticità derivanti dalle pregresse operazioni di cartolarizzazione Scip 1 e Scip 2, che hanno restituito all’ente asset spesso periferici o di bassa appetibilità commerciale. Diversamente, il modello dell’Inail, con un valore di bilancio lordo di circa 4,47 miliardi di euro, appare orientato verso immobili di grandi dimensioni destinati a finalità pubbliche e istituzionali, come scuole, ospedali e uffici governativi.

Il documento della Commissione sottolinea la necessità di superare una “logica prevalentemente liquidatoria” in favore di modelli orientati alla riqualificazione e al riutilizzo degli asset. In questa prospettiva, assume rilievo il ruolo delle Sgr pubbliche, quali Invimit e Cdp Real Asset, e dei fondi immobiliari come strumenti per la gestione professionale del patrimonio e l’attivazione di processi di partenariato pubblico-privato. La Commissione rileva come la valorizzazione debba coniugare “efficienza gestionale, sostenibilità economico-finanziaria, tutela del valore pubblico degli asset e finalità sociali”.

L’indagine ha approfondito il contributo che il patrimonio pubblico può fornire alle nuove esigenze abitative, con particolare riferimento allo student housing e al senior housing. Le audizioni di associazioni di categoria come Ance e Confindustria Assoimmobiliare hanno evidenziato la progressiva riduzione degli investimenti immobiliari diretti degli enti a causa di incertezze urbanistiche e lunghezze burocratiche. Fiabci ha inoltre richiamato l’importanza di modelli gestionali internazionali, suggerendo che la sicurezza dell’investimento previdenziale risieda nella “corretta identificazione, misurazione, allocazione e gestione” del rischio.

Sotto il profilo della governance, il rafforzamento della Cabina di regia nazionale presso il Mef e la collaborazione con l’Agenzia del Demanio sono indicati come passaggi fondamentali per una mappatura accurata e una gestione integrata dei beni. Il documento conclude che la valorizzazione effettiva del patrimonio immobiliare pubblico previdenziale richieda una visione industriale di lungo periodo, supportata dalla digitalizzazione dei processi e da strategie capaci di generare valore economico e sociale per i territori.

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