Gli archivi del catasto fabbricati aggiornati al 31 dicembre 2025 registrano uno stock complessivo di 79.568.700 immobili, con una rendita catastale totale di 39.028.277.302 euro. Rispetto all’anno precedente, il patrimonio immobiliare nazionale mostra una crescita dello 0,6% in termini di unità, corrispondente a circa 465 mila nuovi inserimenti, e dello 0,7% per quanto riguarda il valore fiscale.
I dati sono frutto delle Statistiche catastali 2025 dell’Omi.
Dei 79,5 milioni di beni censiti, oltre 68 milioni sono unità immobiliari appartenenti alle categorie ordinarie e speciali dotate di rendita. A queste si aggiungono 3,8 milioni di immobili del gruppo F, che identifica unità temporaneamente improduttive di reddito come aree urbane, edifici in corso di costruzione o collabenti, e 7,2 milioni di beni comuni non censibili.
Il comparto residenziale, composto dalle abitazioni del gruppo A con l’esclusione degli uffici (A/10), conta 35.775.129 unità, in aumento dello 0,3% su base annua. La rendita catastale di questo settore sfiora i 17,7 miliardi di euro. All’interno delle categorie abitative si osserva un consolidamento delle abitazioni civili (A/2) e di tipo economico (A/3), mentre prosegue la flessione delle abitazioni ultrapopolari (A/5) e rurali (A/6), entrambe in calo del 2,1%.
La proprietà del patrimonio immobiliare italiano resta saldamente in mano alle persone fisiche, che detengono quasi il 90% delle unità censite. In termini di rendita, la quota delle persone fisiche ammonta a 23,6 miliardi di euro, pari al 61% del totale, mentre il restante 39,4% è riconducibile a persone non fisiche, come società, enti e fondazioni.
Pur rappresentando solo il 2,6% del numero complessivo di unità, gli immobili a destinazione speciale del gruppo D, che comprende opifici, alberghi e fabbricati industriali genera il 28,9% della rendita catastale nazionale.
Per quanto riguarda le pertinenze e gli immobili commerciali del gruppo C, lo stock supera i 29,8 milioni di unità, registrando un incremento dell’1,1%. La rendita catastale di questo gruppo è di 6,2 miliardi di euro, con i negozi (C/1) che da soli rappresentano il 55,4% del valore fiscale del comparto. Infine, gli uffici e studi privati (A/10) sono 642.001, con una rendita media per unità di 2.280 euro.


