Come proporre forme architettoniche non invasive? Quali soluzioni abitative sostenibili per il futuro? Sono due delle domande che danno vita al “Festival des Cabanes” che trasforma in estate, dal 2022, i giardini storici di Villa Medici a Roma in un laboratorio di sperimentazione architettonica nel cuore dell’Accademia di Francia (ne abbiamo scritto a questo link).
Le sei cabanes realizzate quest’anno, che si possono ammirare fino al 28 settembre, sono creazioni architettoniche originali ideate da sei team con pratiche e orizzonti diversi: Bento Architecture, l’Ecal Ecole cantonale d’art de Lausanne con Mutina, la Fondation Huttopia, la Naba Nuova Accademia di Belle Arti, studi Prìa e Velia, e salazarsequeromedina.
Realizzate in legno, acciaio, ceramica, mattoni o materiali di recupero, le cabanes sono collocate nei quadrati dello storico giardino, rettangoli di prato piantumati con pini, alcuni dei quali hanno quasi duecento anni, e delimitati da siepi di alloro, bosso, quercia verde e mirto. Passeggiare di capanna in capanna offre una nuova esperienza dei giardini di Villa Medici e invita a salire per apprezzare dall’alto il panorama su Roma.
Nella foto “Facciata”, progetto Ecal in collaborazione con l’azienda Mutina, specializzata nella produzione di rivestimenti ceramici: “Facciata punta sulla semplificazione: dell’idea di una casa conserva solo una parete singola, concepita come un frammento autonomo. Priva di interni o di una funzione prestabilita, l’installazione riduce l’architettura all’essenziale: una parete. Eppure, questo dispositivo minimalista trasforma lo spazio circostante: proietta un’ombra, offre un punto di sosta e disegna nuove traiettorie nel paesaggio. A seconda dell’ora del giorno e dell’angolo di osservazione, la luce anima la superficie del muro composta da piastrelle in ceramica, modificando la percezione dell’opera”.



