Nel primo semestre dell’anno le compravendite residenziali hanno registrato un incremento del +4,4% (fonte: Agenzia delle Entrate).
In questo scenario, che vede il costo del denaro vicino ad un punto d’equilibrio, la disponibilità di un finanziamento gioca un ruolo fondamentale, tanto che le transazioni sostenute da un mutuo sono arrivate al 47,8% del totale.
La tendenza risulta ancor più accentuata tra i giovani, che tipicamente dispongono di risorse più limitate e non sempre possono contare sul supporto della famiglia: secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio di MutuiSupermarket.it a giugno 2026 le richieste di mutuo presentate sul canale online dagli under-36 sono arrivate a spiegare il 48,9% del totale, contro il 43,7%che si registrava nel gennaio scorso.
Al contempo, le fasce 36-45 e 46-55 anni sono in progressiva contrazione mentre gli over-55 restano stabili attorno al 9%.
Oggi l’Euribor a tre mesi, parametro di riferimento del variabile, si attesta al 2,31% (dato di luglio 2026), e promette un rialzo lento e costante nell’arco di cinque anni. L’IRS a 20 anni, riferimento per i mutui a tasso fisso di lungo periodo, oscilla invece tra il 3% e il 3,30% dalla fine del 2025, e questa generale stabilizzazione su livelli sostenibili sta già producendo i suoi effetti sul mercato.
Per altro, secondo le valutazioni degli analisti, il rialzo dei tassi deciso dalla Bce a giugno non aprirà una nuova fase di ascesa rapida ma all’orizzonte non c’è neppure la possibilità di un ritorno a tassi eccezionalmente bassi. Piuttosto, in assenza di nuovi shock quella che si prospetta sarà probabilmente una fase di progressiva stabilizzazione del costo del denaro, per cui nei prossimi anni vedremo tassi non così distanti dai livelli attuali.
“In un mercato in cui i prezzi delle abitazioni continuano a crescere, oggi i giovani si confrontano con un costo del denaro che non scende più ai livelli record del biennio 2021-2022, ma che si è comunque stabilizzato su valori sostenibili rispetto ai picchi del 2023. Un mercato del credito meno turbolento rappresenta, quindi, una opportunità e uno stimolo per coloro che dispongono di risorse limitate per avviare il progetto di acquisto dell’abitazione, in primis i single under-36 e le giovani coppie. A questo riguardo, il fondo di Garanzia Consap sta diventando uno strumento sempre più noto e diffuso. Al contempo, l’accesso al credito per questa fascia di popolazione è favorito anche dalle offerte mirate da parte delle banche, grazie anche a una qualità del credito in costante miglioramento e su livelli prossimi ai minimi storici”- commenta Stefano Rossini, amministratore delegato di MutuiSupermarket.it.
L’identikit del giovane mutuatario
Incrociando i dati raccolti dal Data Warehouse di MutuiSupermarket.it – che rileva oltre due milioni di preventivi calcolati negli ultimi 12 mesi – è possibile tracciare un identikit puntuale del giovane richiedente un mutuo per l’acquisto della prima casa.
- Età: gli under-35 rappresentano la componente prevalente della domanda di mutui acquisto, in crescita nel corso del semestre, arrivando a giugno a spiegare il 48,9% del totale.
- Sesso e composizione della richiesta: il richiedente unico di genere maschile costituisce la quota maggioritaria, con il 59% delle richieste; le donne uniche richiedenti si attestano stabilmente intorno al 29%, mentre le richieste presentate da due richiedenti restano una componente minoritaria.
- Professione: i dipendenti a tempo indeterminato dominano nettamente la domanda nel cluster degli under-36, con una quota del 90% del totale, a conferma di come la stabilità del reddito resti la condizione essenziale per accedere al credito in giovane età.
- Reddito: tra i giovani richiedenti la fascia di reddito netto mensile più rappresentata è quella compresa tra 1.501 e 2.000 euro, che a fine giugno spiega il 42,3% del totale. Ad ogni modo, i redditi superiori a 2.500 euro si attestano stabilmente attorno al 30%.
- Area geografica di residenza: il nord ovest guida la domanda di mutuo da parte degli under-36 con il 40% delle richieste, seguito da centro e nord est (entrambi intorno al 18%), mentre sud e isole insieme si attestano attorno al 24%.
- Tasso: il tasso fisso è scelto da una larghissima maggioranza dei giovani, con picchi fino al 91,9% nel corso del primo semestre 2026, mentre la componente variabile si è ridotta dall’8,6% di gennaio al 2,5% di giugno. In questo scenario particolarmente complesso, il tasso fisso continua a essere percepito come la scelta più prudente, perché mette al riparo da eventuali risalite future e permette di pianificare il bilancio familiare con certezza.
- Importo del mutuo richiesto: la classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro è la più richiesta tra gli under-36, in costante crescita fino ad assestarsi al 44,3% a giugno; le richieste fino a 100.000 euro si sono invece ridotte dal 26,2% al 19,6%.
- Durata: i piani di rimborso compresi tra 26 e 30 anni restano i più diffusi, seppur in calo dal 78,0% al 65,2% di giugno, a vantaggio soprattutto della fascia 16-20 anni (che rispetto all’inizio dell’anno passa dal 5,7% al 18,6%) e delle durate più lunghe, tra 31 e 40 anni.
- Ltv: le richieste con rapporto tra importo finanziato e valore dell’immobile compreso tra l’80% e il 100% sono nettamente prevalenti tra i giovani, passando dal 63,4% di gennaio al 72,8% di giugno, segno di una crescente tendenza a limitare la liquidità versata in anticipo; ad aprire le porte a questo orientamento è il Fondo Consap.
- Tipologia di immobile: tra i giovani si conferma elevata l’attenzione verso gli immobili ad elevata efficienza energetica, in modo da poter sfruttare i vantaggi derivanti sia dai mutui green (che garantiscono un risparmio fino allo 0,50%), sia da costi di gestione più contenuti.
“L’identikit che emerge dai nostri dati racconta un giovane che accede alla prima casa con un reddito nella media, spesso da solo, con poca liquidità a disposizione, con la necessità di richiedere un LTV elevato e orientato verso piani di rimborsi lunghi. È un identikit coerente con un mercato del lavoro in cui il contratto a tempo indeterminato resta la condizione preferenziale per ottenere un mutuo. Ed è anche il profilo per cui la combinazione tra tasso fisso e durate più lunghe, fino a 40 anni, rappresenta oggi la leva più efficace per mantenere la rata sostenibile, in un contesto di tassi che non scendono più come negli anni scorsi” – commenta Rossini.


