Ammontano a 9,9 miliardi di euro gli investimenti immobiliari nei primi nove mesi dell’anno, un valore superiore alla media degli ultimi 10 anni e in forte crescita rispetto allo stesso periodo del 2025.
I dati sono frutto dell’analisi di Savills.
Questa parte del 2026, come era stato anche nel 2025, si è chiusa con un numero record di transazioni in un mercato ormai strutturalmente caratterizzato dalla prevalenza di deal con un valore inferiore ai 50 mln di euro (76% del volume totale); le 10 transazioni più importanti per valore del periodo rappresentano circa il 34% dei volumi. Rimane forte l’interesse per l’attività di sviluppo e rigenerazione, che interessa oltre il 23% dei volumi del periodo e 3 deal chiusi su 10. Milano si conferma la piazza principale con circa il 36% dei volumi totali, ma grazie a uffici e hospitality, Roma consolida la sua quota di mercato (9%).
Il capitale internazionale continua a essere prevalente, rappresentando circa il 74% dei volumi totali. Le prospettive per la chiusura dell’anno rimangono improntate all’ottimismo: dopo un 2025 di espansione, i volumi di investimento sono attesi in ulteriore crescita. Permane l’incertezza nel quadro macro-economico e geopolitico internazionale, ma i fondamentali positivi del mercato pongono l’Italia tra le destinazioni al centro delle strategie degli investitori. La pipeline di investimento per i prossimi mesi è consistente ma Savills si aspetta un allungamento delle tempistiche di chiusura dei deal, anche in vista di ulteriori rialzi dei tassi di riferimento della Bce. Gli investitori value-add e opportunistici continueranno ad essere protagonisti del mercato.
Retail, logistica e hospitality
Il retail si conferma alla guida del mercato, seguito da logistica e hospitality. Nel mercato retail primeggia il segmento dei centri commerciali grazie a sei deal che hanno riguardato 12 asset, seguito dagli outlet che hanno visto passare di mano 4 asset, e dai retail park; il segmento high street raccoglie il 40% dei volumi grazie alla transazione di via Monte Napoleone 8 e al crescente interesse per Roma, Bologna e Torino ma anche a località più turistiche come Catania e Napoli.
Dopo un 2025 con volumi di investimento in forte rialzo, nei primi 3 trimestri del 2026 il settore I&L fa registrare una crescita di oltre il 66% attestandosi al secondo posto tra i settori; il periodo è caratterizzato da un take-up record (2,4 mln mq; +51% YoY) e canoni in aumento, sostenuti da una forte domanda. Le aspettative per questo settore rimangono positive grazie ad un mercato leasing dinamico e ai numerosi deal in pipeline.
Nel settore dell’hospitality si allargano gli orizzonti: variegate le geografie e le tipologie di asset nel mirino degli investitori, con un consolidamento della domanda per asset prime nelle destinazioni più importanti come Milano, Roma e il lago di Como. Cresce l’interesse per i resort anche nelle location di montagna.
Il settore degli uffici continua ad essere caratterizzato da una crescente selettività sia lato leasing che investiment e questo influisce sui volumi di investimento e sugli spazi assorbiti. Crescono le transazioni owner-occupier e di private investors e Milano si conferma come la piazza principale raccogliendo il 59% dei volumi registrati; in aumento il market share del mercato romano (25%). A fronte di canoni prime in continua crescita, la vacancy di grado A è stabilmente sotto il 2% nei due CBD, mentre continua a diminuire la size media degli spazi affittati.
Il comparto del living raccoglie poco meno di 1,1 mld di euro nel periodo, grazie soprattutto a sviluppi BTS e PBSA che riguardano principalmente la città di Milano, nel primo caso, e le altre maggiori città universitarie come Roma, Padova e Firenze nel secondo.
Marco Montosi, head of investment, afferma: “I primi nove mesi del 2026 confermano la solidità del mercato immobiliare commerciale italiano: circa 9,9 miliardi di euro investiti, un valore superiore alla media degli ultimi 10 anni e in forte crescita rispetto al 2025, con un numero record di transazioni. Il capitale internazionale, che rappresenta oltre il 70% dei volumi, continua a guardare all’Italia con grande interesse, e la solidità del mercato è trasversale. Per la parte finale dell’anno restiamo ottimisti: la pipeline è consistente e ci aspettiamo volumi in aumento rispetto all’anno precedente, pur in un contesto di incertezza macroeconomica”.
Elena Zanlorenzi, head of research & marketing di Savills per l’Italia, dichiara: “In un contesto globale ancora caratterizzato da incertezza, l’economia italiana ha continuato a mostrare segnali di crescita nella prima parte del 2026, sostenuta dagli investimenti e dal settore delle costruzioni. Nonostante la tenuta del mercato del lavoro, i consumi cominciano a risentire della risalita dell’inflazione e della conseguente diminuzione del potere d’acquisto. Per l’ultima parte dell’anno, prevediamo un proseguimento del trend positivo dei volumi di investimento ma una politica monetaria più restrittiva e l’incertezza che caratterizza il quadro globale potrebbero portare ad un rallentamento nei mesi a venire”.


