Le linee guida del Mase sul procedimento unico per l’autorizzazione dei data center: un passo avanti (con alcune incognite)

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Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato i primi indirizzi operativi (Linee Guida) sul “Procedimento Unico per il rilascio delle autorizzazioni ai progetti di data center” (PUCD), introdotto col DL 20 febbraio 2026 (cd. Decreto Bollette).

Con l’art. 8 del Decreto Bollette il legislatore ha infatti delineato un procedimento unico per la realizzazione, l’ampliamento e l’esercizio dei data center (nonché delle relative connessioni di utenza di qualunque tensione) che sfocia nel rilascio di un’unica autorizzazione; a tal fine, il proponente deve allegare all’istanza di autorizzazione unica la documentazione e gli elaborati progettuali previsti dalle normative di settore per il rilascio di tutte le autorizzazioni, licenze, pareri, nulla osta e assensi comunque denominati (compresi quelli per l’AIA, la VIA, l’autorizzazione paesaggistica e la verifica di conformità urbanistica ai piani comunali).

Le Linee Guida mirano a fornire agli operatori indicazioni uniformi per la presentazione delle domande di autorizzazione unica e la gestione dei relativi procedimenti, lasciando però alcuni punti aperti: vediamo i principali.

Il tema delle tempistiche

Uno degli aspetti più delicati riguarda i tempi necessari per ottenere l’autorizzazione unica.

Le Linee Guida confermano che il PUCD si deve concludere entro dieci mesi, ma precisano che tale termine inizia a decorrere solo dopo la verifica della completezza della documentazione presentata dal proponente. Poiché non è previsto un limite temporale per effettuare tale verifica, il momento iniziale da cui decorrono i dieci mesi resta di fatto incerto.

Le indicazioni ministeriali confermano quindi l’importanza di presentare da subito un’istanza completa e ben strutturata. Rimane tuttavia il rischio che richieste di modifica successive possano incidere significativamente sulla durata effettiva del procedimento, in quanto viene specificato che, “in funzione della rilevanza della modifica progettuale”, in caso di modifiche progettuali i termini del procedimento vengono riavviati ex novo.

Ulteriore elemento di incertezza deriva dalla possibilità di prorogare il termine per il rilascio del procedimento di ulteriori tre mesi in presenza di circostanze eccezionali legate alla natura, complessità, ubicazione o portata del progetto. Sebbene la proroga sia temporalmente contenuta, le condizioni che la giustificano risultano formulate in termini piuttosto ampi e lasciano spazio a valutazioni discrezionali.

Occorre infine ricordare che il termine di dieci mesi per il rilascio dell’autorizzazione unica ha natura ordinatoria e il suo eventuale superamento non produce particolari conseguenze giuridiche.

Da tutti i punti sopra sottolineati si ricava come -pur nel tentativo del legislatore di dare termini certi- la durata del PUCD lasci alcuni punti aperti, che si possono tradurre in allungamenti dei tempi anche notevoli; cui si possono peraltro aggiungere possibili termini ulteriori per l’approvazione della variante urbanistica.

La questione urbanistica

Le Linee Guida chiariscono infatti un aspetto lasciato solo implicito nel Decreto Bollette, e cioè che l’autorizzazione unica non costituisce variante urbanistica. Ne consegue che la conformità del progetto agli strumenti urbanistici vigenti rappresenta una condizione preliminare per l’avvio del procedimento autorizzativo.

Qualora l’intervento non sia compatibile con le destinazioni d’uso previste, sarà necessario ottenere preventivamente una variante urbanistica. Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante, poiché continua a rappresentare uno degli aspetti più complessi sia sotto il profilo delle tempistiche, sia sotto quello della discrezionalità amministrativa.

Connessioni elettriche e maggiore flessibilità

Particolarmente significativa è la disciplina dedicata alle connessioni elettriche. Le Linee Guida specificano che:

1)  le opere di connessione dell’utenza rientrano nel procedimento unico, mentre restano escluse le opere di rete di competenza del gestore o di Terna;

2) in fase iniziale, il proponente può indicare una soluzione temporanea di connessione in media tensione, rinviando l’individuazione della connessione definitiva alla rete. Questa impostazione può agevolare l’avvio degli investimenti, evitando che i progetti restino bloccati in attesa del completamento di procedure infrastrutturali spesso molto lunghe. Una volta individuata la soluzione definitiva, la documentazione potrà essere integrata nel corso del procedimento o mediante successiva variante autorizzativa.

Si cerca così – nel solco della previsione già introdotta in sede di conversione del Decreto Bollette- di introdurre rimedi almeno parziali per quello che storicamente è stato uno dei temi più rilevanti nell’autorizzazione di data center, e cioè i tempi per l’autorizzazione delle opere di connessione.

Aspetti operativi

Le Linee Guida disciplinano anche alcuni profili pratici. Il PUCD comporta il pagamento dei contributi previsti per VIA e AIA, oltre agli eventuali oneri richiesti dalle altre amministrazioni coinvolte. Nella fase transitoria, in attesa della completa digitalizzazione, le istanze potranno essere trasmesse via PEC oppure mediante supporti informatici quando la documentazione sia particolarmente voluminosa.

Considerazioni finali

Le nuove Linee Guida rappresentano un passaggio importante per rendere concretamente operativo il nuovo procedimento autorizzativo per i data center. Rimangono però alcuni profili da verificare nella prassi, soprattutto in relazione alla certezza dei tempi. Solo l’applicazione concreta della disciplina consentirà di valutare se il nuovo sistema sarà effettivamente in grado di favorire gli investimenti e garantire una reale semplificazione amministrativa.

A cura di Maria Deledda, counsel corporate & finance Hogan Lovells Cadwalader.

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