Dondi: “Questione affitti brevi sposta l’attenzione dalle vere cause della scarsa accessibilità alla casa”

Data:

In occasione degli Stati Generali degli affitti brevi promossi da Aigab, l’analisi di Luca Dondi, CEO di Patrigest (Gruppo Gabetti), ridimensiona l’impatto reale delle locazioni turistiche e accende i riflettori sulle vere criticità del mercato residenziale.

Secondo l’esperto, il peso degli affitti brevi sullo stock complessivo di case in locazione è numericamente trascurabile sul piano nazionale, pur registrando quote più rilevanti nei grandi centri e nelle città d’arte, toccando circa il 10% in realtà puntuali come Venezia o il centro di Firenze. A fronte di dati oggettivamente contenuti, il comparto ha però acquisito un rilievo politico e mediatico del tutto sovrabbondante.

Una visibilità sproporzionata che, secondo Dondi, scaturisce dall’incapacità di individuare le cause reali dei problemi e di fornire risposte efficaci negli ultimi anni. Gli affitti brevi sono così diventati un capro espiatorio ideale su cui scaricare una serie di fallimenti delle politiche pubbliche, come quelli relativi alle agenzie metropolitane per l’affitto. La narrazione contro le locazioni brevi è servita a spostare l’attenzione da ciò che doveva essere fatto e non è stato realizzato. Da qui la critica verso un interventismo normativo scomposto e indiscriminato, come la legge regionale dell’Emilia-Romagna, che ha imposto vincoli su tutto il territorio anziché adottare regolamenti locali circoscritti alle effettive emergenze delle grandi città.

Il confronto investe anche il significato profondo e il valore dell’abitazione. Per Dondi, la casa si conferma un pilastro fondamentale di protezione, sicurezza e comfort, soprattutto per le giovani generazioni e in un contesto segnato da crescenti tensioni. Non è affatto venuto meno il desiderio di accedere al mercato o di acquistare un immobile. Sono invece mutate drasticamente le condizioni economiche generali: la perdita di potere d’acquisto, la contrazione dei metri quadrati accessibili e l’aggravio del canone sul reddito impongono la ricerca di soluzioni alternative, senza estinguere la primaria esigenza della proprietà.

Infine, sul versante dell’offerta, il giudizio espresso sul Piano Casa appare prudente. Più che un cambio di marcia, il piano si configura come una semplice “intenzione di passo”, caratterizzata da pochissimi interventi e da un equilibrio ancora difficile da costruire tra pubblico e privato. “Si tratta – conclude Dondi – di un timidissimo primo segnale che richiede un vero salto culturale e che difficilmente potrà fornire risposte diffuse e consistenti su scala nazionale.

Per vedere l’intervista integrale clicca QUI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

Stadio di Milano: presentato il progetto per il nuovo San Siro

Milan e Inter hanno presentato al Castello Sforzesco di Milano il progetto per la realizzazione del nuovo impianto...

Suppia (CTS Group): “Sostenibilità dei data center deve riguardare tutta la filiera”

Il mercato italiano dei data center è attraversato da grandi investimenti, nuove esigenze tecnologiche e sfide che riguardano...

Marletta (Cdo Milano): “Variante urbanistica rischia di aggravare blocco titoli edilizi”

"Prima ancora di entrare nel merito dei contenuti, è necessario affrontare una questione di tempistica. La variante urbanistica...

Segalerba (Fiaip): “Per l’accesso alla casa serve piano strutturale decennale”

Il presidente nazionale di Fiaip Fabrizio Segalerba è intervento agli Stati generali degli affitti brevi organizzati da Aigab,...