Domanda e offerta di immobili in crescita segnalano il consolidamento del mercato

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Secondo un’analisi condotta da Immobiliare.it Insights, il prezzo delle case è salito del 5% nel primo semestre del 2024, accompagnato da un ancora più marcato aumento del 7% dei canoni di affitto. Aumenta la richiesta di case in vendita del 16% ma diminuisce l’interesse verso la locazione del 6%, che comunque rimane positivo nelle città più piccole.

Antonio Intini, chief business development officer di Immobiliare.it, ha messo in luce la combinazione di eventi che ha portato a questa situazione, a partire dai tassi alti relativi al periodo passato che, abbinati a una situazione macroeconomica instabile, ha portato a una maggiore richiesta dell’affitto, cosa che ha fatto alzare i canoni. Con le recenti riduzioni dei tassi, gli italiani hanno riportato in vita l’idea del comprare casa, cosa che si è riflessa in un aumento della domanda e ha inflazionato ulteriormente i prezzi degli immobili, già alti in partenza.

Parliamo di numeri

Al momento, il prezzo medio nelle principali città supera i 3.400 euro/mq, mentre si ferma poco sotto ai 1.900 euro/mq nei centri di dimensioni minori. Invece, per affittare un immobile nelle città che superano i 250.000 abitanti, bisogna mettere a budget oltre 18 euro/mq e poco meno di 11 euro/mq in quelle che non raggiungono tale soglia. Il mercato delle compravendite è in crescita per quanto riguarda la prima metà dell’anno, come confermano tutti gli indicatori. Lo stock disponibile è aumentato del 21,7% nel primo semestre del 2024, anche se a ritmi diversi nelle varie aree del Paese. Il centro, il sud e le isole sono le zone che guidano questa tendenza, mentre il nord mostra valori di crescita più moderati: nel nord-ovest e nord-est, l’aumento si attesta tra il 10% e l’11%, mentre nel centro si registra un +24,4%, nel sud un +47,2% e nelle isole un +48,3%.

La domanda regge

La domanda rimane forte: nel primo semestre dell’anno corrente l’interesse per l’acquisto è cresciuto del 16%, con aumenti generalmente compresi tra il 10% e il 20%, fatta eccezione per le isole, dove la domanda sale in modo più contenuto (+6,6%). A livello nazionale i prezzi sono saliti del 5,2%, con il nord-ovest che ha subito l’impennata più marcata ed il centro che è rimasto la zona dove il costo al mq si è alzato di meno. Alla fine di giugno, comprare casa in Italia costa mediamente 2.238 euro/mq.

L’aumento parallelo di domanda e offerta sta creando un consolidamento del mercato, che però porta a tempi di acquisto più lunghi rispetto a prima.

Buone notizie: sale l’affordability

Un segnale positivo per chi cerca casa è l’aumento dell’affordability, in crescita dell’1,5% nel semestre e dell’1% negli ultimi 3 mesi. Attualmente, chi cerca casa da solo può permettersi il 28,1% degli immobili in offerta. Il livello di accessibilità è maggiore nelle isole, per poi passare al sud, cui segue il centro Italia e infine si posiziona il nord, zona dove l’affordability è al minimo nazionale. Nei piccoli centri, l’affordability per i single cresce del 2,1% nel semestre e del 2,3% negli ultimi 3 mesi, mentre nelle grandi città l’aumento è più contenuto, con un +0,3% nei 6 mesi e un +0,6% su base trimestrale.

Trentino e Milano da record

La regione dove è più costoso acquistare rimane il Trentino Alto Adige, con un costo medio di 3.600 euro/mq, a cui si contrappone la Calabria, unica regione italiana con un costo medio al di sotto dei 1.000 euro/mq. Milano resta la città più cara, con una media di 5.443 euro/mq, dato in crescita dell’1,8% su base semestrale. A seguire il capoluogo lombardo c’è Bolzano, con 4.649 euro/mq, mentre sul terzo gradino del podio si posiziona Firenze con 4.250 euro/mq. Sono vicine Bologna e Roma, rispettivamente con 3.499 euro/mq e 3.429 euro/mq.

Domanda e offerta di affitti in calo

Nei primi sei mesi dell’anno, la domanda di locazioni in Italia è leggermente diminuita dell’1%, avvicinandosi alla stabilità (-0,4%) nell’ultimo trimestre. Tuttavia, ci sono differenze regionali: al nord-ovest e nord-est, la domanda è calata rispettivamente dell’1,2% e del 4,6%, mentre è aumentata al centro (+2,6%), al sud (+3,1%) e nelle isole (+5,7%), con un’ulteriore crescita del 7,8% nell’ultimo trimestre. L’offerta di immobili in affitto è diminuita del 10,4% a livello nazionale su base semestrale, con un rallentamento nel trimestre (-1,4%). La disponibilità è diminuita al centro (-15%), al nord-ovest (-12,6%) e al nord-est (-7,3%), ma è aumentata al sud (+3,5%) e nelle isole (+2%).

I canoni di affitto continuano a salire in tutta Italia, con un aumento dell’8,5% nel semestre, raggiungendo quasi 14 euro/mq. Il centro e il sud registrano gli aumenti maggiori (circa 10%), mentre il nord-est ha la crescita minore (+3,7%). nord-ovest e isole vedono aumenti vicini al 9%.

La Valle d’Aosta vince la medaglia d’oro per la zona dove è più costoso affittare, con una media di 21 euro/mq, raggiunta dopo il rally del primo semestre del 2024 che ha visto un incremento del 12%. Diametralmente opposta l’Umbria, con 7 euro/mq e in calo nell’ultimo semestre dell’1,4%. A livello di città la top 4 è composta da Milano al primo posto con 23,3 euro/mq, cui segue Firenze con 22,5 euro, per poi passare a Bologna con 17,3 euro/mq e infine Roma che si assesta sui 16,9 euro/mq.

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