Città sostenibili: la riqualificazione urbana sale in graduatoria tra i temi più cari ai cittadini

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Termine ormai sempre più inflazionato, quello della sostenibilità è un concetto ampio che abbraccia numerosi aspetti del vivere e che si sposa certamente con la qualità della vita nelle città.

Radar – SWG ha chiesto a un campione di 800 soggetti italiani maggiorenni quali caratteristiche dovesse avere una città per essere considerata sostenibile e quanto reputassero sostenibile il luogo dove vivono.

È così emerso che al primo posto si colloca la gestione efficiente dei rifiuti, al secondo la riduzione del traffico e dell’inquinamento e la tutela dell’ambiente, al terzo la promozione di un tipo di mobilità sostenibile. Ma sale nella graduatoria dei gradimenti, rispetto ad altre precedenti indagini effettuate da vari soggetti anche istituzionali, il tema della trasformazione urbana, con la rigenerazione di aree abbandonate, la valorizzazione del verde, la qualità dei servizi sociali offerti dagli esercizi di prossimità, dai mercati rionali magari con produttori locali, dalla presenza di servizi di prima necessità vicino casa, dal riuso dell’acqua piovana fino alla creazione di parchi eolici o solari.

Negli anni tanto si è fatto ma ancora molto va progettato e realizzato. Per rendere una città un luogo veramente sostenibile servono competenze trasversali, coinvolgimento di tutti gli attori possibili pubblico-privati, risorse economiche ma soprattutto visione. Progettare oggi per domani. Rigenerare l’esistente.
Ma serve anche fare cultura.

Dal sondaggio si evince come una precisa raccolta differenziata sia ormai abitudine consolidata rispetto invece all’utilizzo di servizi di mobilità condivisa, oppure come ci sia ancora un’alta percentuale di cittadini poco disposti a considerare i mezzi pubblici rispetto al trasporto privato. Certamente da un lato è necessario che le istituzioni investano in progetti utili e applicabili nel concreto ma ciò che servirebbe maggiormente è un cambio culturale e di mentalità. Solo il 20% degli intervistati dichiara che sarebbero utili programmi di educazione ambientale.

“La rigenerazione urbana, il recupero dell’esistente, il riciclo sono temi cari a Regione Lombardia – dichiara Beatrice Zanolini, Direttore di FIMAA MiLoMB – che in particolare quest’anno ha avviato un importante tavolo di lavoro per la filiera dell’edilizia, al quale partecipiamo anche noi. Il progetto si basa su una “catena del valore” che si occupa di estrazione e fornitura di inerti, produzione di materiali per costruzioni, demolizione e smaltimento, logistica e trasporti, riuso e riciclo. Questo tavolo, coordinato dalla nostra Confcommercio Lombardia e condiviso con altre rappresentanze associative del settore delle costruzioni, ci permette di essere attori protagonisti di un possibile cambio di cultura e di azione”.

Rendere sostenibili un piccolo Comune o una Metropoli che fino a ieri di sostenibile hanno avuto poco non è cosa semplice bensì un lungo processo costituito da numerosi piccoli cambiamenti di abitudini, tecniche, impianti, strategie. Piccoli cambiamenti che possono anche partire dalla quotidianità dei cittadini ma che sicuramente hanno bisogno del supporto da parte di Istituzioni consapevoli. In primis sarebbe utile una maggiore attenzione all’ambiente che ci circonda, servono sensibilità, lungimiranza rispetto alle proprie azioni e all’impatto che possono avere. Non è scontato ma è possibile.

Ed è possibile portando idee e progetti ai tavoli di lavoro istituzionali, collaborando con le Istituzioni preposte per raggiungere il bene comune. Anche a questo servono le Associazioni. FIMAA Milano Lodi Monza e Brianza siede a questo e ad altri tavoli di lavoro essenziali per dare il proprio contributo al miglioramento delle condizioni dei propri territori di competenza, portando la voce della Categoria e del Mercato.

di Sofia Gennaro – segreteria FIMAA MiLoMB

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