Ambiente urbano Istat: nel ’24 più fotovoltaico e autobus ecologici nei comuni capoluogo

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Nel 2024 nei comuni capoluogo si registra una crescita record del fotovoltaico (autoconsumo +43,4%, potenza +19,8%) e un forte incremento dell’infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici (+36,1%). Nel trasporto pubblico locale (Tpl) si rinnovano le flotte: metà degli autobus non va più a gasolio, forte crescita di elettrici e ibridi. La dinamica della domanda è ancora debole e resta ampio il divario nord-sud.

Più bike sharing e meno monopattini nell’offerta di mobilità condivisa. Continua a svilupparsi la rete delle piste ciclabili: almeno 10 km in tre capoluoghi su quattro.

La produzione di rifiuti urbani torna ad aumentare nei capoluoghi (+12,6 kg per abitante rispetto al 2023), raggiungendo il valore massimo degli ultimi cinque anni.

Qualità dell’aria in lieve miglioramento, ma nella maggior parte delle città le polveri sottili restano ancora a livelli nocivi per la salute.

Queste le principali evidenze che emergono dal rapporto Ambiente Urbano 2024 dell’Istat.

Rafforzate le infrastrutture per il trasporto rapido di massa, rete ciclabile +5,6%

Nel 2024 tornano a crescere le principali infrastrutture a impianti fissi del Tpl: tram, filobus e metropolitana, il cui rafforzamento è oggetto dell’Investimento M2C2-4.2 del PNRR per lo “sviluppo del trasporto rapido di massa”i. L’estensione delle reti in esercizio aumenta in misura significativa per la metropolitana (212,3 km, +7,3% rispetto al 2023) e il filobus (305,3 km, +4,2%), mentre resta sostanzialmente invariata per il tram (360,8 km, -0,5%). Nei capoluoghi metropolitani, dove si concentra l’85% di queste infrastrutture, si contano, in media, 22,8 km di tramvie per 100 km2 di superficie urbanizzata (105,5 a Milano e 64,6 a Torino), 13,6 km/100 km2 di filovie (94,5 a Cagliari e 90,4 a Bologna) e 13,2 km/100 km2 di metropolitana (58,5 a Milano e 23 a Napoli).

La rete delle piste ciclabili (il cui potenziamento è previsto dall’investimento M2C2-4.1 del Pnrr) continua a espandersi: nel 2024 supera i 6mila km nell’insieme dei Comuni capoluogo (+5,6% rispetto all’anno precedente, +28,8% dal 2019) e si estende per almeno 10 km in tre capoluoghi su quattro (nel 2019 erano due su tre). La densità media è di 31,3 km per 100 km2 di superficie territoriale, ma sale a 48,3 nei capoluoghi metropolitani. Il tasso di crescita è superiore alla media nelle città del Mezzogiorno (+10,1%), ma l’infrastruttura ciclabile resta fortemente concentrata nel Nord (74 km/100 km2, contro i 19,4 del Centro e i 7,7 del Mezzogiorno).

I servizi di autobus rappresentano, in media, il 56,9% dell’offerta di Tpl nei Comuni capoluogo, quota che supera il 90% in quattro capoluoghi su cinque. Pertanto, il rinnovamento delle flotte è un tema chiave per la mobilità sostenibile, anch’esso oggetto di uno specifico investimento del PNRR (M2C2, 4.4.1). Nel 2024, la quota di autobus a basse emissioni (elettrici/ibridi o a metano/Gpl) sale al 48,4% del totale: +8,1 p.p. sull’anno precedente e +16,8 dal 2019. La quota complessiva aumenta in tutte le ripartizioni e raggiunge il 63,8% nei capoluoghi del Nord-est; resta invece nettamente inferiore alla media nel Nord-ovest (42,5%) e nel Mezzogiorno (39,5%). Il valore aggregato dei capoluoghi metropolitani (47,5%) è prossimo alla media nazionale ma riporta al suo interno una variabilità molto ampia: la quota dei bus a basse emissioni supera il 75% a Bologna e Bari e il 50% a Venezia, Roma e Catania, mentre all’estremo opposto, con valori molto inferiori alla media, si collocano Genova, Firenze e Reggio di Calabria.

Tpl: progressi nel rinnovamento delle flotte, offerta stabile e domanda ancora debole

Tra le alimentazioni alternative al gasolio, aumentano soprattutto i bus elettrici e ibridi (+54,9% sull’anno precedente), mentre quelli alimentati a gas presentano una crescita più contenuta (+9,7%), restando comunque più numerosi (29,9% degli autobus in esercizio nei Comuni capoluogo, contro il 18,4% dei bus elettrici e ibridi). Gli autobus alimentati a gas sono più diffusi nel Nord-est (46,5%) e nel Centro (36,6%), mentre quelli elettrici e ibridi si concentrano nel Nord-ovest (26,4%).

Anche a seguito degli investimenti realizzati, non si rilevano differenze sostanziali tra le quote di autobus Euro 6 o a emissioni zero delle città del Nord (61,7%), del Centro (59,1%) e del Mezzogiorno (61,7%). Restano ancora in circolazione, tuttavia, quote consistenti di veicoli Euro 5, immatricolati da più di 11 anni (26,5%), e delle classi precedenti, immatricolati da più di 16 anni (il 12,5% nell’insieme dei capoluoghi, e il 22% nelle città del Sud).

Nel 2024, gli autobus utilizzati per il Tpl nei Comuni capoluogo aumentano del 2,8%. La crescita si concentra nelle città del Mezzogiorno (+7,9%) e del Nord-est (+4,9%), mentre nelle altre ripartizioni la consistenza delle flotte resta pressoché invariata. In particolare, i veicoli conformi allo standard più avanzato (Euro 6, in vigore dal 2013) o a emissioni zero aumentano del 12,8% (e di oltre il 20% nel Nord e nel Mezzogiorno), mentre diminuiscono del 6,6% i veicoli Euro 5 (lo standard vigente dal 2008 al 2012) e del 15,8% quelli ancora più obsoleti (Euro 4 o precedenti). Gli autobus Euro 6 o a emissioni zero salgono così, nel 2024, al 61% del totale (con un 9,0% di veicoli immatricolati nello stesso anno), in aumento di 5,4 p.p. sull’anno precedente e di 29,3 p.p. dal 2019.

Nel 2024 i servizi di Tpl hanno prodotto, nell’insieme dei Comuni capoluogo, 4.699 posti-km per abitante: il 2% in più dell’anno precedente ma quasi lo stesso valore del 2021, a conferma di una stabilizzazione dell’offerta dopo il rapido recupero post-pandemico. Continua a ridursi il gap tra le città del Centro-Nord e quelle del Mezzogiorno. Per queste ultime negli ultimi due anni l’offerta è cresciuta del 13,2%, a fronte di una flessione del 2,5% nelle città del Centro e dell’1,3% in quelle del Nord. Il divario territoriale resta comunque molto ampio (5.979 posti-km/ab. nel Nord e 5.263 nel Centro, contro i 2.240 del Mezzogiorno). Milano si conferma la città con l’offerta più alta di Tpl (16.374 posti-km/ab.), seguita da Venezia (9.950), Roma (7.293) e Firenze (7.072), tutte sopra la media dei capoluoghi metropolitani (6.820).

Nel 2024, la domanda di Tpl si attesta a 176,4 passeggeri per abitante, con uno squilibrio territoriale ancora maggiore rispetto all’offerta (237,9 passeggeri/ab. nel Nord e 204,9 nel Centro, contro i 56,6 del Mezzogiorno). Dopo il rimbalzo post-Covid (+39% nel 2022), i passeggeri del Tpl continuano ad aumentare, ma a tassi decrescenti (+16,4% nel 2023, +3,8% nel 2024) e la domanda stenta a tornare ai livelli del 2019 (-8,2%). Pesa soprattutto la debolezza della ripresa nei capoluoghi metropolitani (-9,4% sul 2019), mentre nell’insieme degli altri capoluoghi il recupero rispetto al benchmark pre-pandemico è quasi completo (-2,3% sul 2019).

Mobilità condivisa: in calo i monopattini, crescono bike sharing e car sharing

L’offerta dei servizi di micromobilità elettrica, in calo per il terzo anno consecutivo, scende a 24,5 monopattini per 10mila abitanti (dai 25,5 dell’anno precedente) ed è presente in 40 capoluoghi (due in meno del 2023). Oltre il 70% dei monopattini in sharing opera nei capoluoghi metropolitani: Roma ospita la flotta più numerosa (13.500, quasi un terzo del totale), ma la città con l’offerta più alta è Pisa, con 78,4 monopattini per 10mila abitanti.

Continua a ridursi anche l’offerta dello scooter sharing, più che dimezzata negli ultimi due anni (dai 5,4 ciclomotori o motocicli per 10mila abitanti del 2022 ai 2,4 del 2024) e presente solo in 12 capoluoghi. Milano e Roma ospitano oltre il 75% dei veicoli, ma la città più servita è Pisa, con 33,6 veicoli per 10mila abitanti.

La flessione dei servizi di micromobilità e scooter sharing è compensata da una ripresa del bike sharing, presente nel 2024 in 65 capoluoghi con una media di 25,1 biciclette per 10mila abitanti, contro le 23,5 dell’anno precedente. L’offerta di bike sharing aumenta nel Nord (da 35,8 a 39,0 biciclette/10mila ab.) e nel Centro (da 20,7 a 23,3) e diminuisce solo nel Mezzogiorno (da 8,0 a 5,9). Crescono soprattutto le flotte dei servizi a flusso libero (+8,1%, contro il +2,1% dei servizi a postazione fissa) e quelle che operano nei capoluoghi di provincia (+14,4%, contro il +4,1% dei capoluoghi metropolitani). Le città con l’offerta di bike sharing più alta sono Firenze (110,4 biciclette/10mila ab.) e Milano (106,9), seguite da Padova (94) e Bologna (91).

Continua a crescere anche l’offerta di car sharing, tornata già dal 2022 ai livelli del 2019, e presente, nel 2024 in 35 città, con una media di 4,9 veicoli per 10mila abitanti, contro i 4,7 del 2023 (nel 2021 erano scesi a 3,9). Questo modesto incremento, tuttavia, è il risultato di un rafforzamento delle flotte (più numerose) a flusso libero (+12,8%) e di una contrazione di quelle a postazione fissa (-38,4%). I veicoli disponibili aumentano solo nel Nord-est (+15,7%) e nel Centro (+18,3%), mentre diminuiscono nel Mezzogiorno
(-7,0%). L’offerta si concentra nei capoluoghi metropolitani (9,1 veicoli/10mila ab., in crescita del 7,1%), con un massimo di 23,5 a Milano e una disponibilità intorno ai 16 veicoli per 10mila abitanti a Bologna e Torino.

Nell’insieme dei capoluoghi, circa un veicolo del car sharing su due è a basse emissioni (erano poco più di uno su quattro nel 2019) e in 22 città su 35 (tra cui Genova, Venezia, Firenze, Napoli, Bari e Catania) gli operatori impiegano esclusivamente veicoli a basse emissioni.

Nel 2024, il numero complessivo dei veicoli impiegati dai servizi di mobilità condivisa nei comuni capoluogo è rimasto pressoché invariato rispetto all’anno precedente (quasi 100mila, pari a 56,9 per 10mila abitanti). L’offerta di mobilità condivisa si è trasformata profondamente negli ultimi anni, ed è oggi composta per oltre il 90% da veicoli leggeri (biciclette, scooter e monopattini).

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