In Sardegna l’ex borgo minerario si trasforma in uno spazio pubblico

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All’interno di MAR, Miniera ARgentiera The Unlimited Place, in provincia di Sassari, progetto che mira alla valorizzazione e rivitalizzazione dell’antico complesso minerario, è nato “Scala”, nuovo spazio pubblico culturale e ricreativo per la socialità e la condivisione, frutto di un intervento di rigenerazione urbana partecipata. Selezionato tra le oltre mille candidature arrivate da tutta Italia, il progetto è tra i vincitori della III edizione del Premio Creative Living Lab, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per il sostegno di progetti multidisciplinari e di innovazione sociale.

Lo spazio, affacciato sulla Laveria, l’edificio più rappresentativo ed emblematico della borgata, e sui ruderi delle cabine elettriche, del laboratorio chimico e dei magazzini a mare di supporto alle attività della miniera, è stato trasformato in un anfiteatro all’aperto (realizzato in soli trenta giorni di lavoro da oltre cento volontari): uno spazio pubblico accessibile, inclusivo e senza confini, dedicato alla cultura e all’apprendimento, dal carattere flessibile per ospitare diverse iniziative, quali mostre e conferenze, laboratori e residenze artistiche, spettacoli teatrali e rassegne cinematografiche, feste e concerti.

Il concept di “Scala” nasce dall’incontro tra l’associazione LandWorks, impegnata da anni nella rigenerazione del borgo, e l’artista Tellas (Fabio Schirru), uniti dalla volontà di agire sul territorio per costruire spazi dal forte valore sociale. La struttura a gradoni, interamente in legno e arricchita da tratti e forme pittoriche, è attraversata da una rampa trasversale che rende accessibile l’area sottostante, uno spazio flessibile e multifunzionale in terra battuta. È stata realizzata grazie al coinvolgimento e la partecipazione attiva della comunità e di numerosi volontari, tra cui gli studenti del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica Dadu (UniSS) e giovani professionisti locali e internazionali, che si sono alternati durante le fasi del cantiere, in un clima di condivisione e confronto con artisti e creativi.

Andrea Maspero, architetto e presidente di LandWorks, sottolinea: “È dalle quinte naturali dell’edificio storico più simbolico del borgo che nasce la poesia progettuale. Un dispositivo architettonico capace di coniugare funzionalità e spazialità, trasformando un’area interstiziale e marginale, abbandonata nel tempo, in un luogo che oggi si rianima e si pone l’obiettivo di ri-significare l’identità del luogo”. E l’artista Fabio Schirru, in arte Tellas, aggiunge: “Il dettaglio che dà importanza a questa opera è l’averla ideata e creata assieme dal principio. Unendo la parte di studio dell’area, la progettazione dello spazio, e infine la realizzazione: architettura e pittura”.

Il progetto è stato realizzato anche grazie al sostegno del Comune di Sassari, di Fondazione Sardegna Film Commission, Sardegna Teatro, Bepart, con il contributo del Dissuf Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari e della Fondazione di Sardegna, e con il supporto di Univer by PPG, GCR ponteggi e la partecipazione attiva della comunità locale (foto Ettore Cavalli).

di Danilo Premoli – Office Observer
Archivio Architettura

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