In occasione della seconda giornata degli Stati Generali degli affitti brevi promossi da Aigab, il dibattito sulle prospettive della ricettività extra-alberghiera ha dato spazio all’esperienza diretta sul territorio sardo. A delineare opportunità e criticità del comparto è stato Mimmo Moro, ceo e fondatore di Sardinia Re, società di property management attiva nell’isola. Al centro del suo intervento emerge una priorità strategica: trasformare l’accoglienza in un volano economico capace di andare ben oltre la classica stagione balneare.
Secondo Moro, lavorare in Sardegna rappresenta una fortuna e una peculiarità da valorizzare, facendo compiere all’ospitalità insita nel DNA sardo un salto di qualità verso una strutturata professionalità di settore. Per l’imprenditore, l’isola deve affrontare con decisione la sfida di “vivere di turismo tutti i giorni, tutto l’anno”, senza farsi frenare dalle dinamiche e dalle limitazioni che negli ultimi mesi stanno condizionando il comparto. Si tratta di una partita decisiva che la regione non può permettersi di fallire, per non rischiare di rimanere impantanata nella “secca della contrapposizione che sta diventando quasi ideologica”.
Uno dei fattori chiave evidenziati riguarda l’apertura verso l’entroterra e la riscoperta dei borghi. Negli ultimi anni la stagione turistica sta registrando una tendenza all’allungamento nei periodi di spalla. I piccoli centri dell’interno, un tempo del tutto assenti dai cataloghi tradizionali, registrano numeri in forte crescita per durata del soggiorno, tariffa media giornaliera e tasso di occupazione, grazie anche alla visibilità sulle piattaforme online. In questi contesti, la comunità locale si dimostra pronta ad accogliere i visitatori, trovando nella formula dell’ospitalità diffusa extra-alberghiera la risposta più naturale ed efficace.
Per Moro è del resto impensabile basare lo sviluppo turistico regionale unicamente sulla ricettività alberghiera. La conformazione del territorio, lo stock immobiliare esistente e l’assenza di grandi catene in molti centri rendono indispensabile la compresenza di entrambi i modelli. I viaggiatori che scelgono la Sardegna cercano infatti un contatto diretto e autentico con le comunità ospitanti, un legame garantito proprio dalla ricettività diffusa.
Nessuna rivalità distruttiva, infine, verso gli alberghi, definiti da Moro “i nostri cugini”: i property manager non puntano ad attaccare il settore tradizionale, ma a tutelare e difendere il proprio ruolo. La linea vincente per la politica e le istituzioni sarà la capacità di integrare armonicamente entrambe le anime dell’offerta, riconoscendo la piena dignità a una professione ormai definita e legittimata dalle norme.
Per guardare la videointervista clicca QUI



