Gradanti (Sicily My Home): “La vacanza è riappropriarsi del proprio tempo”

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In occasione della prima giornata degli Stati Generali degli affitti brevi promossi da Aigab, si accendono i riflettori sulla Sicilia, e in particolare su opportunità e criticità del comparto nei territori extraurbani. A delineare il quadro è Tiziana Gradanti, founder e ceo di Sicily My Home, intervenuta per raccontare la gestione di locazioni turistiche in aree a spiccata vocazione agricola. In questi contesti il turismo rappresenta una novità recente e manca ancora la consapevolezza che l’accoglienza possa diventare un traino fondamentale di crescita per l’economia del territorio. Per Gradanti, la sfida consiste nel creare tale consapevolezza, dimostrando che la domanda esiste ma si concretizza solo in presenza di un approccio strutturato.

Per intercettare i viaggiatori stranieri che amano la Sicilia, superando il divario tra la forte attrattiva dell’isola e le difficoltà nel trovare un’ospitalità di livello, l’imprenditrice ha puntato su un modello fondato su un brand unico. Sicily My Home non si limita alla semplice gestione: insieme alla sorella Elisa, architetto, crea, progetta e valorizza direttamente le proprietà attraverso un signature style distintivo. Una proposta studiata per soddisfare un target di alto profilo, molto attento a comfort, stile, bellezza delle ville, buona tavola e relax esclusivo.

I nodi strutturali, tuttavia, frenano il pieno potenziale dell’isola. Di fronte alla suggestione di una Sicilia come Florida d’Europa, Gradanti richiama l’attenzione sui limiti infrastrutturali e viari: viaggiare nell’isola costa mediamente il 40% in più rispetto ad altre regioni italiane, per via dell’insularità, dei voli aerei onerosi e del noleggio auto. Ma il vero deficit risiede nell’assenza di un marketing territoriale organico. Per rispondere allo spaesamento dei turisti che giungevano in splendide residenze trovandosi isolati “in the middle of nowhere”, l’azienda ha ideato guide per far scoprire ristoranti di pesce sul mare, granite, spiagge incontaminate e città barocche, valorizzando un viaggio olistico e lento.

Sul fronte della concorrenza con l’hotellerie tradizionale, infine, la posizione è netta. Nelle aree rurali gli alberghi si contano sulle dita di una mano, ma la vera distinzione risiede nei bisogni: chi sceglie la villa non desidera i vincoli di una stanza d’albergo dopo mesi scanditi da agende piene. Cerca la piena libertà di decidere quando mangiare, alzarsi o tuffarsi in piscina, intendendo la vacanza anzitutto come l’opportunità di riappropriarsi del proprio tempo.

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