Ristorazione, beach club, spa, intrattenimento ed esperienze sociali stanno passando da servizi accessori dell’albergo a componente centrale del prodotto e del suo valore.
È il tema del confronto “The new Hospitality era: connecting hospitality, food & beverage, and clubbing to unlock value”, moderato nei giorni scorsi da Francesco Calia, head of Hospitality Italy, Mrics, Cushman & Wakefield, nell’ambito dell’Ithic, con Jaime Buxó Clos, ceo di Sunset Hotels & Resorts, e Rémi Delpech, coo di Nikki Beach Hotels & Resorts.
“Food & beverage, beach club, spa, intrattenimento, strutture sportive ed esperienze sociali non sono più soltanto servizi ancillari: per molti gruppi dell’ospitalità sono parte integrante del modello e del prodotto, e dell’esperienza offerta all’ospite. I due gruppi che abbiamo messo a confronto sono partiti da una geografia e da una sola linea di attività, e attorno a quella hanno costruito un ecosistema che oggi comprende alberghi e camere. Le sinergie tra ospitalità, ristorazione e beach club toccano l’esperienza del cliente, la comunità che si crea attorno al marchio, la gestione e quindi, in ultima analisi, accrescono il valore immobiliare. Per chi guarda all’Italia le domande da porsi sono molto concrete: quale destinazione e quale micro-localizzazione, quale rapporto tra camere, ristorazione e intrattenimento, quante chiavi, con quale formula operativa e con quali partner di capitale” – commenta Calia.
I due gruppi, nati rispettivamente a Dubai e a Miami Beach, hanno seguito il percorso inverso rispetto a quello tradizionale: prima i ristoranti e i beach club, poi le camere. Un marchio che porta con sé una clientela fortemente fidelizzata e ricavi aggiuntivi rispetto al pernottamento, è emerso dal confronto, cambia anche il dialogo con la proprietà immobiliare. Nella progettazione l’attenzione si sposta sugli spazi comuni, dove si concentra l’esperienza dell’ospite, e la domanda evolve più nelle abitudini che nella composizione anagrafica, con un interesse crescente per il benessere.
Quanto ai criteri di sviluppo, gli operatori hanno indicato i collegamenti internazionali della destinazione, la presenza di un’offerta commerciale e di ristorazione nel contesto, un tessuto residenziale di fascia alta e ristoranti concepiti come locali autonomi, aperti alla destinazione e non solo a chi dorme in albergo. Le formule prevalenti sono i contratti di management in partnership con investitori e fondi, attratti dal modello, a cui si affianca la gestione di branded residences, leva anche per aumentare il ritorno dell’investimento. Entrambi i gruppi hanno indicato l’Italia tra i mercati target di interesse primario.




