E se il futuro non si progettasse nelle metropoli, ma in sette borghi toscani spopolati? Questa la domanda che ha dato origine a Ruralia, think tank fondato nel 2020 alla Fornace di Colle di Val d’Elsa da un collettivo multidisciplinare nato tra Studio ZAG, studio di architettura fondato da Cristiano Bianchi, e Dinamo, agenzia di comunicazione strategica e sviluppo tecnologico, oggi gruppo di ricerca aperto a esperti di diverse discipline.
“Ruralia nasce per rispondere a una carenza di utopia – dice Cristiano Bianchi, architetto e direttore di Ruralia -. Se il Novecento aveva prodotto visioni e avanguardie che proiettavano il pensiero in avanti, il nostro presente è dominato da immaginari distopici: catastrofi imminenti, futuri subìti. Ruralia rovescia la prospettiva e costruisce una finzione narrativa, visiva e tecnologica. Ruralia usa il futuro come strumento per porre domande urgenti sull’oggi”.
Nel 2051, sette comunità neo-rurali nate nei borghi toscani si federano in Ruralia, laboratorio di un modo di abitare il pianeta fondato su comunità, natura e tecnologia. Il racconto arriva a ottobre 2081, quando quell’equilibrio è stato raggiunto. Un’utopia dichiarata, che serve a discutere il presente: spopolamento delle aree interne, transizione energetica, tecnologia come bene comune, nuove forme di comunità.
I luoghi del progetto esistono: Castelnuovo Val di Cecina–Larderello, l’isola di Pianosa, Buriano, Lucchio, Lamole, Poggio di Santa Cecilia, Bacchionero. Nella finzione ogni comunità sviluppa una propria vocazione di ricerca: la geotermia avanzata a Larderello, la genomica applicata all’agricoltura a Buriano, le tecnologie energetiche a Lucchio, la ricerca agricola a Lamole e Poggio di Santa Cecilia.
Restituita in tavole architettoniche, infografiche e scenari, quella raccontata dal progetto non è una fuga fantascientifica dal presente; al contrario, è un modo per guardarlo più da vicino. Pensata come una mostra itinerante, Ruralia 2081 è pronta a viaggiare nei borghi, nelle università, nei musei, nelle fondazioni e nei festival, aprendosi al confronto con istituzioni, ricercatori e nuove discipline.
Manifesto e video Ruralia ↗





