Il mercato immobiliare italiano attraversa una fase di profonda contraddizione, un modello rotto che Andrea Napoli, ceo di Locare e promotore del forum Refuture, analizza nel suo nuovo saggio La Repubblica della casa (edito da Piemme), in uscita il 28 aprile.
Al centro della riflessione dell’autore c’è un paradosso sempre più evidente: mentre milioni di persone faticano a trovare un’abitazione accessibile, il patrimonio immobiliare italiano conta circa 8,5 milioni di case inutilizzate, secondo i dati Censis 2025. Non si tratta dunque di una mera mancanza quantitativa di edifici, ma di una grave difficoltà nel rendere l’esistente accessibile, utilizzabile e sicuro.
Napoli evidenzia come il tradizionale modello basato sulla proprietà diffusa e sul “mattone” come pilastro di sicurezza stia mostrando segni di cedimento. I prezzi di vendita e i canoni di locazione risultano spesso disallineati rispetto ai redditi reali, ostacolando la mobilità e la formazione di nuovi nuclei familiari. Il libro, che segue il successo di La grammatica dell’affitto, non si presenta come un manuale tecnico ma come una fotografia critica rivolta sia ai professionisti del settore che ai cittadini.
L’analisi si sposta poi sul piano sociale: l’impossibilità di accedere a soluzioni abitative flessibili incide direttamente sulla crescita economica e sulla stabilità democratica del Paese. Per Napoli, la casa deve tornare a essere un tema strutturale, poiché rappresenta il fondamento dell’eguaglianza.
Senza un sistema equilibrato che risponda alla domanda attuale, conclude l’autore, a rischio non è solo il comparto immobiliare, ma il funzionamento stesso dell’intera “Repubblica”.







