Zoia (Cncc): “Retail in crescita su basi solide, guardiamo al 2027 con fiducia”

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Un 2026 che archivia definitivamente la fase di recupero post pandemia e apre la strada a nuovi modelli per il retail in Italia. Entrati nel quarto trimestre dell’anno, il mercato dei centri commerciali e degli outlet continua infatti a registrare segnali di diffusa fiducia sia da parte dei consumatori sia da parte degli operatori. Ma quali sono gli elementi che rendono possibile questa crescita? Lo abbiamo chiesto a Roberto Zoia, Presidente di Cncc, che ci ha offerto il punto sull’andamento del settore, sull’evoluzione verso i progetti mixed use e sulle priorità strategiche e istituzionali per il 2027.

Domanda: Entrando negli ultimi tre mesi del 2026, come sta evolvendo l’anno in corso per il mercato dei centri commerciali e del retail in Italia? Quali sono i principali segnali che arrivano dai consumi, dalle presenze e dai fatturati delle strutture?
Risposta: Il 2026 sta confermando un andamento positivo per il settore, sia sul fronte delle vendite sia su quello delle presenze. Il segnale più significativo è che il retail fisico ha ormai superato la fase di recupero successiva alla pandemia ed è entrato in una stagione di crescita più strutturale, fondata su basi solide. I consumatori continuano a scegliere i centri commerciali, ma con aspettative diverse rispetto al passato: cercano un’offerta commerciale ampia e, insieme, servizi, ristorazione, intrattenimento e occasioni di socialità. È proprio la capacità degli shopping place di rispondere a questi nuovi bisogni a sostenerne l’attrattività. Anche i retailer esprimono un clima di fiducia diffuso, che si riflette in strategie di sviluppo e investimenti. Per questo guardiamo con fiducia all’ultima parte dell’anno.

D: Outlet e shopping centre stanno vivendo una fase di trasformazione: quali sono oggi i format e i modelli di gestione che stanno registrando le performance migliori e quali, invece, stanno incontrando maggiori difficoltà?
R: Oggi non credo sia corretto parlare semplicemente di format vincenti e format in difficoltà: la vera discriminante è la qualità del progetto e la capacità di evolvere insieme al consumatore. Funzionano meglio gli asset che si propongono come destinazioni complete, integrando retail, food & beverage, intrattenimento, servizi e iniziative per il territorio. Anche i retailer lo indicano chiaramente: accessibilità, collegamenti, servizi alla persona e qualità complessiva dell’esperienza sono ormai fattori decisivi nelle loro scelte di sviluppo. I modelli più statici, fondati esclusivamente sull’offerta commerciale tradizionale, faticano invece a mantenere nel tempo la stessa attrattività. Diventano quindi fondamentali una gestione dinamica dell’asset e una collaborazione sempre più stretta tra landlord e tenant, anche attraverso iniziative di co-marketing ed esperienze condivise per il cliente.

D: Guardando al 2027, quali sono le vostre aspettative per il settore?
R: Guardiamo al 2027 con fiducia, pur sapendo che il contesto continuerà a richiedere grande capacità di adattamento. Proseguirà la trasformazione degli asset esistenti, con interventi orientati a efficienza, attrattività e sostenibilità, anche nel quadro del percorso di decarbonizzazione tracciato dalla Direttiva europea Epbd IV. Crescerà il ruolo dei progetti mixed use e di rigenerazione urbana, in cui il retail diventa elemento di connessione con territori e comunità. L’integrazione tra fisico e digitale sarà sempre più centrale, con il punto vendita come nodo strategico di un’esperienza omnicanale. Resterà però decisiva la capacità di creare luoghi in cui le persone abbiano un motivo per andare, fermarsi e tornare. Sul piano istituzionale, continueremo a lavorare per condizioni di concorrenza più equilibrate tra operatori fisici e piattaforme online.

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