Voglio stampare una casa. La rivoluzione democratica in 3D

Data:

“Chiamo il nostro mondo Flatlandia, non perché sia così che lo chiamiamo noi, ma per renderne più chiara la natura a voi, o Lettori beati, che avete la fortuna di abitare nello Spazio”.

Un beato, malizioso e ironico lettore (con il gusto del paradosso) potrebbe forse pensare che i titoli di notizie che raccontano la rivoluzione delle case 3D si rivolgano agli abitanti di quel mondo bidimensionale immaginato da Edwin A. Abbot nel suo famoso romanzo di fine Ottocento. Ma Flatlandia non c’è. E noi privilegiati abitanti di Spacelandia, con il nostro bagaglio in tre dimensioni, siamo mica chiamati a illuminare i poveri fratelli che vivono di forme piane. Le cose (case?) non stanno certo così.

La rivoluzione in fieri è nel modo di costruirle, quelle case, ossia stampandole: come mai avrebbe immaginato lo stesso beato lettore solo una decina di anni fa. Si tratta di una rivoluzione che va ben oltre il positivismo di chi oggi ripete come un mantra la parola innovazione (fino a renderla trita); e che possiamo comunque concepire nel modo più democratico ed ecologico possibile. Datemi una stampante e vi solleverò un tetto economico e rispettoso della natura. Aggiungiamo il poscritto che il genio italiano segue con attenzione e impegno questo cambiamento, e l’incanto è completo.

La più grande stampante 3D al mondo, alta dodici metri e larga sette, si chiama BigDelta ed è stata realizzata a Massalombarda, in provincia di Ravenna, dalla società Wasp (World’s Advanced Saving Project). La missione è dietro l’acronimo. Spiega il fondatore Massimo Moretti che “Wasp è un progetto che sviluppa tecnologie che vogliono essere utili al mondo. Come primo tema abbiamo scelto quello ambizioso di risolvere il problema della casa e della residenzialità attraverso un processo innovativo, utilizzando materiali a km zero (paglia e argilla) modificati attraverso geopolimeri e resi solidi con la stampa 3D, per creare abitazioni a bassissimo costo e alta tecnologia. Entro il 2016 verrà stampata e resa utilizzabile la prima serie di edifici.

Beninteso, non saranno le prime case stampate in assoluto, perché – come sa chi ha passione per l’argomento – ci sono già esempi (realizzati o in progress) sparsi per il mondo, dall’Olanda alla Cina, alla California (che ha aperto la strada). Ad Amsterdam la casa si compone con un mix di plastiche biodegradabili ed è rinforzata con microfibre resistenti. I cinesi della WinSun hanno mostrato come stampare in poche ore piccole abitazioni, con materiali di scarto e cemento; o come tentare qualcosa di un po’ più grande, ma assemblando pezzi prestampati.

“Voglio che BigDelta arrivi in zone del pianeta che non dispongono delle strutture e della tecnologia a cui siamo abituati, sia per quanto riguarda il trasporto che il rifornimento di energia”, ha dichiarato Moretti. Sottolineando che la stampante “è stata progettata per essere montata in tempi brevi – a tre persone occorrono circa due ore – e si alimenta a sole, vento e acqua”.

L’obiettivo per nulla nascosto è di arrivare a una città ideale di edifici autoprodotti e dal costo irrisorio. E non si può che apprezzare l’intento, ricordando la nostra fallimentare politica di edilizia popolare, l’alto numero di senzatetto, la crisi che da ultimo ha affossato il mattone (questo nudo nome…). I tempi della rivoluzione sono lunghi, ma non per chi ha lo sguardo e le idee protesi in avanti: quando forse anche l’emergenza abitativa e le casette dove ancora vivono le genti terremotate e sfollate saranno un ricordo.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

A Cairate nasce H2Olona, la prima Hydrogen Valley lombarda

È stata ufficialmente inaugurata H2Olona Hydrogen Valley, la prima struttura della Lombardia dedicata alla produzione di idrogeno verde...

Sudent housing, operatori e investitori internazionali accelerano in Italia

Il mercato italiano dello student housing continua ad attirare una quota crescente di capitali immobiliari internazionali. Nel 2025...

Ccl: al via mobilitazione pubblica per smobilitare i 440 alloggi fermi a Milano

Il Consorzio cooperative lavoratori  (Ccl) e Lum (Libera unione mutualistica), in collaborazione con Cisl Milano Metropoli e Acli...

Costruzioni, l’Osservatorio Saie-Nomisma indica stabilità per la fine del 2026

L'Osservatorio Saie, realizzato in collaborazione con Nomisma su dati rilevati tra agosto e settembre 2026, evidenzia la tenuta...