La giunta del comune di Milano ha approvato le linee di indirizzo per la valorizzazione di spazi liberi all’interno di Palazzo Morando | Costume, Moda, Immagine; Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento, Casa Museo Boschi Di Stefano, Studio Museo Francesco Messina e, infine, dell’ex Cinema Orchidea di via Terraggio.
“Rendere i nostri spazi museali sempre più attrattivi e frequentati, al pari dei grandi musei internazionali, è l’obiettivo di questo provvedimento che punta a valorizzare il nostro patrimonio museale e l’attività culturale in genere: offrire servizi aggiuntivi migliora e diversifica l’esperienza dei visitatori, rendendo così il museo un luogo di incontro e di scambio, oltre che di scoperta, riflessione e apprendimento, sostenendo una partecipazione il più diffusa possibile di cittadini e cittadine e rafforzando infine la dimensione di Milano città d’arte e turistica a livello internazionale – spiega l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
“Attraverso gli avvisi pubblici, gli spazi vuoti nelle cinque strutture museali potranno essere restituiti alla città. Il patrimonio immobiliare – afferma l’assessore al bilancio, demanio e piano straordinario casa, Emmanuel Conte – rappresenta un asset fondamentale del Comune di Milano per il valore che è capace di generare in tema di rivitalizzazione di spazi pubblici e promozione di cultura e socialità. Per questo, parallelamente alla sua messa a reddito, abbiamo definito linee di azione per la valorizzazione e tutela delle iniziative e funzioni culturali che vi trovano sede”.
In particolare all’interno delle cinque strutture, fondamentali e strategiche per il sistema museale cittadino, sono presenti spazi liberi e inutilizzati in seguito alla razionalizzazione e riorganizzazione delle attività, che meritano di essere valorizzati per una migliore fruizione da parte di cittadini e cittadine. Obiettivo del provvedimento è quindi quello di rifunzionalizzare questi spazi, arricchendo l’esperienza culturale anche attraverso attività aggiuntive e connesse, in linea la vocazione culturale ed espositiva dei luoghi: ne sono un esempio le imprese culturali, o i servizi di caffetteria e bookshop.
Gli spazi saranno assegnati in seguito ad avvisi pubblici utili per raccogliere le manifestazioni di interesse relative a proposte e nuove soluzioni compatibili con la vocazione museale culturale degli immobili.
L’impegno verso l’innovazione nei servizi museali non è solo una risposta alle esigenze del presente, ma una vera e propria sfida per garantire che i musei continuino a svolgere il ruolo di custodi della memoria e, allo stesso tempo, siano motori di cambiamento e di crescita culturale.