venerdì, Aprile 4, 2025

Per la rigenerazione 2 mld di euro dal Pnrr, ma finora è stato speso il 23%

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Come verranno spesi i circa 200 miliardi di euro totali del Pnrr entro l’anno prossimo è la domanda del momento. In questi giorni si rincorrono le voci di una richiesta di rinvio all’Europa, prontamente smentita da Tommaso Foti che è ministro di molte cose: affari europei, il sud, politiche di coesione e, per l’appunto, il Pnrr.

Secondo Foti il rinvio delle scadenze va scartato, perché l’Italia è al 52% di spesa delle risorse che sono state ottenute al 63% di rate aggiudicate, un ottimo traguardo considerando anche le posizioni degli altri stati europei.

L’Italia è quindi al rush finale, ma la spesa totale dichiarata sembra essere superiore a quella che riguarda singolarmente i 2.269 progetti di rigenerazione urbana ‘volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale’.

2+3 miliardi di risorse spendibili

Il portale OpenPnrr della Fondazione OpenPolis fotografa i dati in tempo reale e dei 2 miliardi di euro forniti ai comuni con più di 15.000 abitanti per investimenti nella rigenerazione urbana, a cui vanno aggiunti altri 3 miliardi di risorse, che portano il totale spendibile a 5 miliardi da destinare alla rigenerazione urbana nel paese.

Questa destinazione degli investimenti può essere definita ‘pura’, ma bisogna considerare che la rigenerazione urbana è un tema che appare in vari titoli, poiché se si considerano insieme i cosiddetti Pui, ovvero i Piani urbani integrati, i Pinqua, cioè il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, e i progetti di rigenerazione urbana con soggetti attuatori comuni e l’aggregazione delle città metropolitane, il numero totale dei progetti cresce fino a raggiungere 3.885. 

Questi progetti stanno ricevendo finanziamenti complessivi pari a 11,8 miliardi di euro, con un importo medio di circa 3 milioni di euro per progetto. Di questi fondi, il 68% è destinato alle città di dimensioni medio-piccole. Tra le regioni, la Campania si distingue con un finanziamento di 759 milioni di euro, che rappresenta il 7,7% del totale dei fondi disponibili, mentre la Calabria è Cenerentola con 194 milioni di euro (Dati Ifel).

Speso il 23% dei fondi per la rigenerazione urbana

Al 13 dicembre 2024, data dell’ultimo rilascio trimestrale dei dati su Italia Domani, la spesa effettiva delle risorse ammontava a 58,6 miliardi di euro, meno di un terzo del totale previsto dal piano, pari a 194,4 miliardi. In sostanza, a dicembre 2024 è stato speso il 30,14% delle risorse.

OpenPolis nel suo portale dichiara di avere faticato non poco ad aggregare i dati dell’effettiva spesa delle risorse del Pnrr e considera solo quelli che fanno capo al Ministero dell’Interno, ovvero i 2 mld (+3 da altre fonti) dedicati ai progetti che hanno il ‘ fine di ridurre le situazioni di emarginazione e degrado sociale nonché di migliorare la qualità del decoro urbano oltre che del contesto sociale e ambientale’.

Per quanto riguarda questo settore specifico, la spesa invece ammonta oggi al 23% delle risorse stanziate.

Interventi eterogenei (alcuni multimilionari)

Spicca la Lombardia con ben 286 interventi, seguita dalla Sicilia con 249, dalla Campania con 222, dal Lazio con 212, dal Veneto con 198 e dalla Toscana con 197. 

Al contrario, le regioni con il minor numero di progetti sono la Valle d’Aosta con appena cinque progetti, la Basilicata con 8, il Trentino-Alto Adige con 12 e il Friuli con 22. 

Sul portale è possibile consultare tutte le opere e gli interventi, visualizzando il progetto specifico, il territorio coinvolto, l’importo totale e la percentuale di pagamento effettuato. Analizzando i dati, emergono quelli milionari e quelli che lo sono meno. Si passa, ad esempio,  dalla  rifunzionalizzazione della Chiesa Madre del cimitero comunale di Pompei. (1,1 mln di euro), di cui è stato completato il 71,82%, pari a una spesa di 789 mila euro fino al  recupero ambientale e il miglioramento del decoro urbano nella città di Potenza, con un finanziamento di 3,3 milioni di euro, di cui finora è stato speso solo il 2,6%, cioè 68 mila euro. 

Alcuni progetti superano i 5 milioni di euro, come la  rigenerazione urbana dell’area ex-Avir a Gaeta, con 5,5 milioni stanziati, (completato solo al 3,22%, con 176 mila euro spesi) fino a ‘progettini’ più contenuti nell’economia ma probabilmente importanti per il territorio.

I progetti milionari si affiancano infatti a progetti minori, molti dei quali mirano a migliorare la qualità del decoro urbano, con la realizzazione di piazze, aree sportive, isole ambientali e scuole. Molti fondi sono stati destinati alle scuole, agli ex stadi, ai parchi sportivi, alla riqualificazione delle aree periferiche, ma anche alla mobilità sostenibile, ai percorsi ciclabili, alla viabilità e alla rigenerazione di edifici storici, come le ex fonderie riunite di Modena, per cui sono stati stanziati 14,2 milioni di euro, ma per cui finora è stato speso solo il 2,28%, ovvero 323 mila euro. 

Le aree da rigenerare sono, come è ovvio, quelle che chiedono più economia, ma anche quelle che possono dare più soddisfazioni complessive sia in termini di rigenerazione urbana che di potenzialità per la comunità. Si veda il caso di Manifattura tabacchi, dove la storica fabbrica è oggi un polo culturale che sta diventando un bel punto di riferimento per Firenze.

Incrociando diverse fonti, quindi, dal governo arriva un dato di spesa superiore al 50%, mentre da altre di un 30% (globale) e di un 23% per la rigenerazione urbana. 

Le percentuali suggeriscono che c’è parecchio da fare, soprattutto perché il piano termina a metà 2026 e sono trascorsi quasi 4 anni dal 13 luglio 2021, data della sua approvazione.

 

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