Tra le case con almeno tre locali, sette su dieci sono ancora accessibili per le famiglie. Lo rileva l’indice di accessibilità economica dell’ufficio studi di idealista aggiornato al terzo trimestre 2026. Secondo la rilevazione il 71% di questi alloggi è sostenibile con un reddito netto di 37.511 euro annui (stima idealista/data su fonti Istat).
In 9 capoluoghi italiani meno della metà delle case adatte a una famiglia è accessibile. L’indice considera accessibile un’abitazione con almeno tre locali quando la rata del mutuo, che finanzia l’80% del prezzo in 30 anni, non supera un terzo del reddito netto medio locale. Il caso più estremo è Bolzano, dove questa condizione si verifica solo per il 13% delle case. Seguono Napoli (40%), Verbania (43%), Firenze (45%), Como e Rimini (46%), Roma e Milano (48%) e Lucca (49%).
Sotto la soglia del 71%, la media italiana, si collocano complessivamente 34 capoluoghi. Oltre ai nove già citati, figurano soprattutto centri del nord e del centro come Trento (51%) e Venezia (52%), Prato (55%), Treviso e Verona (60%), Monza (61%), Padova e Trieste (62%), Brescia (63%), Bologna (67%) e Modena (69%), insieme ad alcune città del Sud come Trani (61%), Pescara (65%) e Salerno (69%). Tutti gli altri 76 capoluoghi registrano invece un’accessibilità superiore alla media nazionale.
Cala l’offerta
Le case capienti, ovvero alloggi con almeno 3 locali sono sempre meno: secondo lo studio, in sei mesi sono diminuite del 10%. Il calo è diffuso in quasi tutta Italia e riguarda 97 capoluoghi su 110. Le flessioni più marcate sono a Lodi (-34,1%), Prato (-26,4%) e Cremona (-25,3%). Tra le grandi città pesano i cali di Torino (-21%), Napoli (-18,3%), Roma (-17,3%) e Milano (-13,8) In controtendenza Trieste, dove le case capienti aumentano del 17,1%.
In generale, le città con lo stock più disallineato rispetto alle esigenze degli utenti, sono Milano con il 53% di stock capiente (ovvero alloggi con almeno tre locali), Torino con il 66% e Pavia (69%), contro una media nazionale dell’85%.



