Casa.it: il 45% degli italiani non sa come si chiama il vicino di casa

Data:

Sovraffollamento, carente tecnologia in casa e spinosi rapporti con i vicini. La situazione abitativa in cui gli italiani si trovano ad affrontare l’emergenza coronavirus sembra non essere delle migliori, considerando che secondo i rapporti Eurostat e Rur un terzo degli italiani dichiara di vivere in un’abitazione che gli sta stretta e il rapporto Istat rivela che il 33,8% delle famiglie italiane non posside un pc in casa.

Rincarano la dose i risultati dei sondaggi di Casa.it, secondo cui il 34% degli intervistati ha ammesso di aver mai saputo il nome del suo vicino di casa in condizioni ‘normali’, ovvero ante emergenza, e nel 45% di non conoscerlo anche ora in pieno lockdown.

Casa.it: i vicini di casa non sono poi così vicini

La situazione attuale impedisce alle persone di uscire di casa se non strettamente necessario. Questa condizione ha fatto sì che le nostre abitudini, le nostre convinzioni e il modo in cui ci rapportiamo con le persone sia cambiato.

Vale per le persone che abitano con noi, con quelle che troviamo nelle poche occasioni che ci consentono di uscire e valgono per i vicini di casa.

Casa.it ha condotto un sondaggio sui propri canali social per comprendere come (e se) sia cambiato il rapporto tra vicini di casa durante questo momento difficile.

Quello che è emerso è che ora i vicini di casa non sono più vicini.

Il 34% degli intervistati confida che prima di questa situazione non conosceva il nome del proprio vicino di casa, di questi il 45% continua a non conoscerlo. E molti ammettono di non volerlo conoscere.

Alla domanda “In questi giorni hai rivalutato i tuoi vicini di casa?” Ben l’81% delle risposte è stata un no.

L’80% delle persone che hanno risposto al nostro sondaggio social dice di non tollerare, nonostante la situazione, i rumori dei vicini di casa. La fonte del fastidio è dovuta alla musica, alla tv guardata ad alto volume, ai rumori di biglie, tacchi e mobili spostati o dai flashmob.

Uno dei dati più interessanti è che, nonostante tutto, la quasi totalità delle persone ha dichiarato di essere disponibile a dare supporto al proprio vicino di casa in caso di bisogno (attenendosi alle disposizioni di sicurezza).

Viene da pensare che almeno, prima di chiamare o citofonare, sarebbe cortese conoscerne il nome.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

Teha presenta 3 strumenti analitici per misurare il valore della rigenerazione

La Community Valore Rigenerazione Urbana di Teha Group ha presentato presso il Museo Ara Pacis di Roma il...

Turner & Townsend: rinnovare gli interni degli uffici a Milano costa meno che in molte altre città europee

Rinnovare gli spazi interni di un ufficio a Milano è meno costoso di molti altri mercati europei. Rinnovare...

Nuova polarità per il quartiere Navile, in una Bologna dal residenziale solido

A Bologna nel primo semestre del 2026 sono state registrate 3.017 compravendite residenziali (+2,2% su base annua), a...

Intesa comune di Bologna – Invimit per la rigenerazione dei Prati di Caprara

La giunta del comune di Bologna ha approvato un protocollo d'intesa con Invimit Sgr, siglato tra le parti,...