Bnp Paribas Reim: nel prossimo semestre residenziale e hotel sotto i riflettori

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Il primo trimestre del 2024 ha mostrato segnali incoraggianti, i quali indicavano l’avvio di una fase di ripresa economica. I tassi d’inflazione si sono notevolmente ridotti in tutta Europa, portando le banche centrali a rivedere la loro politica monetaria. Questo aggiustamento è culminato con il primo taglio dei tassi d’interesse nel mese di giugno da parte della Bce, che ha indicato ai potenziali investitori come gli asset immobiliari potrebbero riguadagnare un po’ di slancio in questi ultimi mesi, anche alla luce del fatto che sono previsti ulteriori tagli, con effetti positivi sul costo dell’indebitamento e sulla pressione sugli investitori stessi. Inoltre, nei mesi a venire le condizioni finanziarie dovrebbero migliorare ulteriormente, a vantaggio anche dei mercati real estate.

Dopo aver trascorso gli ultimi 18 mesi in modalità wait and see, i fondi immobiliari con liquidità a disposizione per investire in strategie europee hanno la possibilità di far fruttare questo loro capitale grazie ai mercati che stanno entrando in un nuovo ciclo economico. In particolare, gli investitori possono decidere di puntare su rendimenti più alti attraverso strategie value-add, ma anche puntare su asset alternativi per creare portafogli più bilanciati.

Tra queste strategie, il residenziale e gli hotel dovrebbero continuare ad essere quelle più considerate, tallonate dall’industriale, dalla logistica, dagli uffici e, infine, dal settore retail.

Il quadro emerge dal “The Lighthouse H2 2024 – european property market outlook” di Bnp Paribas Reim, che sottolinea come, tuttavia, lo spettro investibile si è ridotto rispetto al ciclo precedente, il che potrebbe accrescere la competizione tra investitori, sia per gli asset core, sia per gli asset alternativi.

Se a questo si aggiunge una crescita delle transazioni in termini di volumi, allora è lecito aspettarsi una maggiore pressione sulle rendite, soprattutto per le soluzioni e le aree più gettonate.

Laurent Ternisien, deputy head di Bnp Paribas reim, ha commentato: “Questa nuova edizione del nostro report supporta le nostre precedenti analisi, secondo cui l’immobiliare avrebbe iniziato a riprendersi in modo graduale nel 2024. Ci stiamo in questo momento avvicinando a un punto di svolta, grazie al quale gli investitori potranno contare su nuove opportunità e adotteranno strategie diverse, come, per esempio, il passaggio a portafogli più bilanciati.”

6 trend chiave per gli investimenti immobiliari

  1. Vintage, buono ma scarso

Oggi, il mercato si divide tra chi sta ancora cercando di riparare i danni causati dai tassi d’interesse più alti e coloro che sono già posizionati per investire nel nuovo ciclo economico. Ciò renderà il 2024 un anno di transizione per il mercato, ma che potrebbe produrre buone opportunità tra le soluzioni vintage di investimento. Detto ciò, bisogna anche considerare che il capitale accumulato negli ultimi mesi non sarà molto e che gli asset disponibili per l’acquisto saranno pochi. Gli investimenti value-add sembrano essere ben posizionati, mentre quelli core offrono la possibilità di conseguire rendimenti elevati, prima che questi inizino a contrarsi con il progredire della fase economica.

  1. I fondamentali fanno la differenza

L’impennata dei tassi d’interesse è stato il grande evento che ha praticamente resettato il valore dell’immobiliare, ma sono i fondamentali che determineranno l’entità e le tempistiche della ripresa. Nel 2024, infatti, riteniamo che il mercato sarà guidato dalla logistica e dagli hotel, ma anche la fascia più alta del settore uffici è nelle prime posizioni della classifica e, assieme alla logistica, dovrebbe ottenere buone performance anche nel 2025. I paesi che dovrebbero attrarre più capitali saranno il Regno Unito, i Paesi Bassi, la Germania e la Francia poiché la revisione dei prezzi qui è stata rapida ed estesa.

  1. È tempo di misurare e gestire l’impatto sociale

Si osserva che gli investitori stanno dando sempre maggiore importanza all’impatto degli investimenti immobiliari sulla società, valutandolo assieme agli aspetti ambientali. Purtroppo, c’è una forte carenza di standard globali, ma investitori e manager stanno cooperando per trovare un accordo su come misurare gli impatti sociali per ogni tipo di proprietà; inoltre, hanno anche iniziato ad allocare sempre più risorse in ambiti quali le soluzioni abitative a prezzi accessibili e le infrastrutture sociali. Il 2024 potrebbe essere un anno chiave nell’implementazione di una gamma completa di criteri di investimento ESG.

  1. La fascia alta del segmento uffici offre protezione contro i rischi

Il processo di repricing che ha già interessato il segmento “prime” del comparto uffici ha lasciato questo mercato in condizioni comunque attrattive, mentre il quadro è meno chiaro per molte altre categorie di asset. In particolare, sono due le categorie di investitori che potrebbero essere degli acquirenti attivi: i primi sono gli investitori generalisti e con posizioni lunghe, in cerca di standard alti a prezzi contenuti; i secondi, invece, sono quelli che opportunisticamente vanno in cerca di rendimenti elevati da asset non soggetti a eccessive pressioni. Entrambe le categorie potranno poi riadattare gli uffici alle esigenze dell’occupante moderno, attraverso ristrutturazioni o sviluppando soluzioni a destinazione mista.

  1. Il recupero del retail sulla logistica

Le proprietà a destinazione logistica e retail sono parte della stessa catena di approvvigionamento, con le prime che sono più volatili ma hanno un maggior numero di soluzioni nuove e buoni contratti di locazione, mentre le seconde offrono un buon livello di rendimenti rispetto alla loro rischiosità, ma dopo anni di performance deboli. Se gli investitori decidessero di esporsi ai nuovi trend di consumo, rafforzati dalla robusta crescita dei salari registrata recentemente, si potrebbe innescare un ribilanciamento tra logistica e retail, dopo anni in cui il flusso degli investimenti è andato dalla seconda alla prima.

  1. Investimenti tematici nell’healthcare e nel tempo libero

I comparti healthcare, ospitalità e tempo libero hanno numerosi punti in comune. Il primo è che tutti e tre godono di una elevata e solida domanda, in quanto caratterizzati da trend che interessano tutta Europa, come il progressivo innalzamento dell’età media della popolazione e le abitudini di consumo, e questo può aiutare gli investitori a sviluppare un portafoglio immobiliare più diversificato rispetto al mercato nel suo complesso. Il secondo è che in tutti e tre i casi bisogna sempre prestare molta attenzione ai rischi operativi, in quanto i servizi che si offrono in questi settori devono sempre essere accessibili, onde evitare di perdere clienti e, di conseguenza, introiti. È bene specificare che, comunque, sussistono anche delle differenze. Il sanitario, infatti, solitamente garantisce rendimenti stabili, mentre ospitalità e attività ricreative sono più inclini a registrare dei picchi.

Il report completo è disponibile per il download qui

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