Arcoquattro Architettura recupera l’ex-filandina in provincia di Bergamo

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Il restauro e la riqualificazione dell’edificio inserito all’interno di un complesso monumentale più antico, storicamente denominato “ex-filandina” a Trescore Balneario in provincia di Bergamo, porta la firma dello studio milanese Arcoquattro Architettura.

Costruito tra il 1866 e il 1879, la sua destinazione d’uso originaria era appunto quella di una piccola filanda per la lavorazione e la filatura dei tessuti, la cui attività si protrasse sino alla prima metà del Novecento, periodo dopo il quale il fabbricato cadde in stato di grave abbandono. L’edificio è caratterizzato da una solida pianta rettangolare ed è situato sul declivio; distribuito originariamente su due piani principali presentava tuttavia al livello superiore i residui impalcati in legno a testimonianza della preesistenza di un ulteriore livello al di sotto della copertura crollata.

Il recupero delle murature esterne e la valorizzazione delle aperture originarie è stato il punto di partenza di una impegnativa opera di restauro e riqualificazione finalizzata al riuso abitativo dell’edificio, che ha visto conservata l’ampia spazialità interna, mantenendo la relazione tra gli ambienti attraverso l’utilizzo di pareti vetrate e di spazi a doppia altezza tra le diverse quote.

L’interno è su tre livelli, organizzati seguendo un concept distributivo di impronta tradizionale ma che rispetta al contempo l’esigenza dei proprietari di disporre di uno spazio fluido adatto ad ospitare la loro collezione di opere d’arte contemporanea.

Il livello più basso ospita una cantina vini con un piccolo salotto per la degustazione nonché una zona wellness. Grazie alle ampie aperture esistenti questi spazi si relazionano con continuità al giardino terrazzato che circonda la villa. Il piano intermedio è riservato alle aree conviviali e si sviluppa intorno al soggiorno e alla sala da pranzo, mentre il piano superiore ospita gli ambienti riservati alla zona notte: camere, servizi e guardaroba (foto Cristina Fiorentini).

di Danilo Premoli – Office Observer
 

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