Arel celebra i suoi 20 anni con una mostra itinerante sul real estate italiano

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Nell’anniversario dei vent’anni dalla sua fondazione, Arel – Associazione real estate ladies ha dedicato una mostra alle ultime due decadi che hanno ridisegnato il real estate italiano, ripercorrendo le profonde trasformazioni economiche, sociali, tecnologiche e ambientali che hanno inciso sul modo di progettare, costruire, investire e vivere gli spazi.

Dal 2006 a oggi sono cambiati il contesto economico e sociale, le tecnologie, le esigenze delle persone e il rapporto con gli spazi. Sono evoluti, insieme, i criteri con cui gli immobili vengono progettati, finanziati, costruiti, gestiti e vissuti.

È proprio il rapporto tra la storia dell’Associazione e i vent’anni di trasformazioni del settore il cuore della mostra itinerante “20 anni di real estate – Un’eredità che resta. Un futuro da costruire, insieme”, inaugurata il 6 ottobre a Roma nella sede di Confindustria Assoimmobiliare.

La mostra non propone soltanto una celebrazione, ma una chiave di lettura della storia recente dell’immobiliare italiano. Crisi economiche e ripartenze, trasformazioni urbane e grandi opere, nuovi modelli di investimento, innovazione e crescente attenzione alla qualità e all’impatto degli spazi compongono un racconto scandito dagli eventi, dagli edifici e dalle operazioni che hanno accompagnato l’evoluzione del mercato.

Lo stesso arco temporale racconta la crescita di Arel, nata a Milano nel luglio 2006 per sostenere lo sviluppo professionale delle donne e rafforzarne la consapevolezza del ruolo nel settore. In questi due decenni l’Associazione ha accompagnato il cambiamento del real estate attraverso formazione, informazione, networking e mentoring, creando uno spazio di confronto e condivisione tra competenze, generazioni e professionalità diverse.

Al centro del percorso espositivo ci sono le voci di professioniste con esperienze e posizionamenti differenti, chiamate a interpretare ciascun anno e a costruire una narrazione collettiva. Le testimonianze attraversano progettazione, sviluppo, investimenti, consulenza e servizi immobiliari, restituendo il contributo delle donne alla trasformazione del patrimonio immobiliare e delle città.

“I vent’anni di AREL coincidono con un periodo che ha cambiato profondamente il Real Estate italiano. Raccontare questa storia significa mettere in relazione ciò che è accaduto nel mercato, nelle città e nelle professioni con il percorso di una comunità che ha saputo crescere insieme al settore. La mostra nasce per custodire questa eredità, ma soprattutto per trasformarla in uno strumento con cui leggere il presente e immaginare il futuro. Le voci delle professioniste coinvolte mostrano quanto siano aumentati il contributo, le responsabilità e la capacità delle donne di incidere sull’evoluzione dell’immobiliare italiano. Il prossimo capitolo dipenderà dalle scelte che sapremo compiere e dalle persone che saranno chiamate a interpretarle”, afferma Micaela Musso, presidente Arel.

La crescita della componente femminile trova riscontro anche in alcune professioni centrali per il settore. La quota di donne tra gli ingegneri è quasi raddoppiata, passando dal 9,1% degli iscritti nel 2007 al 17,4% nel 2025.

Tra gli architetti è salita dal 31,2% nel 1998 al 40,1% nel 2010, fino a raggiungere il 45,7% nel 2025. Numeri che mostrano una presenza sempre più rilevante nelle professioni che progettano, costruiscono e trasformano i luoghi in cui viviamo.

Oggi Arel riunisce oltre 250 socie e rappresenta una rete trasversale alle diverse professionalità del real estate. In vent’anni ha realizzato più di 500 iniziative, coinvolgendo oltre 20.000 persone e contribuendo alla diffusione di una cultura professionale fondata sulla condivisione delle competenze e sulla crescita delle professioniste del settore.

Dopo l’inaugurazione romana, la mostra proseguirà in altre sedi italiane. Il percorso continuerà così a mettere in dialogo l’eredità degli ultimi vent’anni con le trasformazioni che stanno già disegnando il futuro del real estate: perché guardare indietro, per Arel, significa soprattutto individuare le basi su cui costruire ciò che verrà.

 

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