Il restauro del Villino Puccini a Viareggio

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Restaurare è, prima di tutto, un atto di ascolto, di conoscenza e di profondo rispetto. Nel Villino Puccini questi principi assumono un significato ancora più intenso, perché intervenire sull’ultima dimora scelta e vissuta dal Maestro significa entrare in un luogo nel quale architettura, arte e vita privata sono ancora profondamente legate.
Il progetto nasce quindi dall’ascolto dell’opera: dalla materia originale, dalle sue fragilità, dalle tracce lasciate dal tempo, ma anche da quei dettagli attraverso i quali è ancora possibile riconoscere la forte presenza e la sensibilità di Giacomo Puccini. Non restaurare per lasciare sull’opera il segno del nostro intervento, ma perché sia l’opera, ancora una volta, a lasciare un segno in chi la vive.
È questo il principio che ha guidato il restauro del Villino: intervenire con rigore senza imporsi, recuperare senza cancellare, restituire senza ricostruire artificialmente. Non riportare il Villino indietro nel tempo, ma accompagnarlo nel futuro, preservando la forza della sua identità.
(Architetto Monica Marchetti ↗)

Il Villino Puccini di Viareggio, di proprietà della Fondazione Giacomo Puccini di Lucca, è stato interessato da un articolato intervento di restauro e valorizzazione. La prima fase ha riguardato la messa in sicurezza e il restauro delle coperture e delle facciate, opere prioritarie per la conservazione del bene, rese possibili anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comitato Nazionale per le Celebrazioni Pucciniane.

Il progetto è stato preceduto da un’approfondita campagna diagnostica e conoscitiva, estesa all’intero complesso. L’analisi delle superfici, delle cromie originarie, delle essenze lignee e delle tecniche costruttive storiche ha permesso di ricostruire le diverse fasi formative del manufatto e di orientare le scelte progettuali secondo criteri di compatibilità, minimo intervento e coerenza con la materia e la storia dell’edificio.

Sulle coperture si è intervenuti attraverso il consolidamento e il recupero degli elementi lignei ancora conservabili, limitando le sostituzioni ai soli casi di irreversibile compromissione strutturale. Materiali e tecniche sono stati scelti in continuità con quelli originari, nel rispetto delle caratteristiche costruttive del manufatto. La stessa impostazione ha guidato il restauro dei paramenti esterni in laterizio faccia a vista, della pietra e degli elementi ceramici realizzati da Galileo Chini. Le superfici sono state sottoposte a interventi di pulitura e reintegrazione delle lacune, accompagnati da verifiche cromatiche, con l’obiettivo di recuperare continuità materica e leggibilità senza compromettere l’autenticità e la stratificazione storica dell’architettura.

A completamento della prima fase è stato realizzato un nuovo sistema di illuminazione architettonica delle facciate. La luce è stata concepita non come semplice elemento scenografico, ma come parte integrante del progetto di valorizzazione: uno strumento capace di restituire leggibilità all’architettura nelle ore serali e di rafforzare il rapporto tra il Villino e la città, riportando alla percezione collettiva un luogo intimamente legato alla memoria di Puccini.

L’intervento proseguirà con il completamento del restauro degli spazi interni e del parco, con l’obiettivo di restituire alla piena fruizione un luogo di particolare valore storico, artistico e culturale, preservandone l’identità e il rapporto con la figura del Maestro.

[In collaborazione con CONFRESTAURO ↗.
Nuova partnership di Office Observer con l’associazione Confrestauro, rete di imprese italiane che unisce produttori di materiali, architetti, esperti del settore e aziende specializzate nel restauro e nella conservazione del patrimonio storico-artistico. Periodicamente online la pubblicazione di un progetto firmato da un associato.]

di Danilo Premoli – Office Observer
Archivio Architettura
 

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