Attualità, sicurezza percepita e sicurezza reale. Come impattano questi dati sul settore immobiliare? Come contribuiscono a condizionare la società e le scelte di chi ha o vuole avviare un’attività commerciale o di ristorazione? E come coinvolge i residenti di un quartiere o chi deve ancora scegliere dove abitare?
In occasione dell’annuale evento “Legalità ci piace!” organizzato da Confcommercio Imprese per l’Italia, Confcommercio MiLoMB ha realizzato come sempre una propria indagine di approfondimento sui territori di spettanza, rispetto alla percezione che gli imprenditori e i cittadini hanno della sicurezza nelle città.
L’indagine Dalla strada alla rete condotta dal Centro Studi Confcommercio MiLoMB ha fatto emergere, anche quest’anno, che a Milano Città il degrado rappresentato dal dilagante fenomeno dei negozi sfitti occupa un posto di rilievo nelle preoccupazioni di imprenditori e cittadini (a Milano +27%).
Un dato molto significativo se si pensa che le altre voci della ricerca sono scippi e borseggi, atti vandalici, furti, abusivismo e via di seguito: reati, quindi. La desertificazione commerciale, rispetto alla percezione della sicurezza in un contesto urbano, è voce equiparabile a reati perché può provocare attività illecite, venendo meno l’importante presidio di un territorio e l’erogazione di servizi di vicinato che mantengono vivi i quartieri.
Il tema deve far riflettere per cercare di dare risposte concrete e trovare rimedi oggettivi per preservare le attività esistenti e per farne nascere di nuove.
Il progetto Cities di Confcommercio Imprese per l’Italia già alcuni mesi fa ha messo al centro dell’attenzione delle Istituzioni e degli Operatori la necessità di contrastare la desertificazione commerciale nelle città. I dati delle varie ricerche condotte in modo capillare sui territori mettono in luce la gravità di un fenomeno in atto da tempo e dovuto principalmente agli affitti spesso insostenibili (e non solo nei centri storici) e alla trasformazione di destinazione d’uso di locali commerciali in residenziali, spesso per proporre formule come gli affitti brevi. Non ultimo, il sempre più difficile ricambio generazionale porta molte attività a chiudere per necessità non economica: la voce di molti commercianti è quella di chi preferisce chiudere volontariamente per “terminare in bellezza” prima di vedere vanificare il lavoro di tanti anni di passione e di devozione.
“Nel territorio di Milano, Lodi, Monza e Brianza – dichiara Giorgia Lionetti del Centro Studi Confcommercio MiLoMB che ha curato l’indagine – il fenomeno di non sicurezza percepito maggiormente dai nostri imprenditori è quello dei negozi sfitti (indice di degrado urbano ormai sempre più diffuso), segnalato dal 31,8% del campione analizzato, con un aumento del +1,6% rispetto al 2025. In particolare, nella città di Milano il 34% delle imprese percepisce tale fenomeno (+27% rispetto allo scorso anno); nonostante nell’area metropolitana sia tra i più avvertiti (26% degli imprenditori), la sua percezione registra un calo dell’11% rispetto al 2025. Anche nella provincia di Monza e Brianza è il fenomeno maggiormente percepito (dal 49% degli imprenditori), seppur con un lieve calo tendenziale dell’1%. Infine, nel Lodigiano, pur essendo il fenomeno più segnalato (dal 25% delle imprese), la sua percezione è diminuita dell’11% rispetto al 2025″.
In questo contesto, il dato di Lodi e Provincia è significativo rispetto a quello delle altre tre zone analizzate per ognuna delle voci prese in considerazione dall’indagine: negozi sfitti, atti vandalici, abusivismo risultano percepiti come in calo rispetto allo scorso anno, fornendo così un’immagine del territorio Lodigiano particolarmente fiorente e attrattiva sia per potenziali acquirenti che sul piano imprenditoriale. Anche su questo tema Fimaa MiLoMB sta dimostrando molta attenzione da tempo, valorizzando il territorio lodigiano come attrattivo e con una qualità della vita sempre in crescita. Tuttavia, questo non significa che a Lodi e dintorni il fenomeno della desertificazione commerciale non esista, sebbene i dati dell’Ufficio Studi FIMAA MiLoMB attestino come stabili i valori dei negozi, facilitando così l’insediamento di nuove attività.
Poter vivere bene e lavorare in un ambiente sano e sicuro rappresenta certamente un privilegio che nelle grandi città è sempre più a rischio.
Nel territorio di Monza e della Brianza in generale diminuiscono i furti negli esercizi commerciali ma crescono i timori legati ai fenomeni di venditori abusivi e di ingerenza delle baby gang. Il rischio non trascurabile è che la Brianza, da sempre fiore all’occhiello dell’imprenditoria lombarda, nel tempo possa assistere a una diminuzione degli investimenti causata dal timore a capitalizzare in zone poco sicure.
Evidente invece il fenomeno degli spazi commerciali vuoti anche in zone centrali: per questo nella edizione 2026 dell’indagine il tema dei negozi sfitti resta dominante per la percezione di assenza di sicurezza (49%, con un -1% rispetto al 2025).
Il tema della desertificazione commerciale è da tempo oggetto di studio e di confronto da parte di FIMAA MiLoMB con le amministrazioni comunali di Milano e dei principali Comuni di competenza dell’Associazione, sempre di concerto con Confcommercio MiLoMB.
“Da anni sediamo a tutti i tavoli di lavoro istituzionali – afferma Beatrice Zanolini, direttore FIMAA MiLoMB – per portare la voce e la competenza degli operatori del settore immobiliare rispetto alla necessità di mappare le aree cittadine più a rischio, per valutare scenari di investimento possibili, per ipotizzarne l’impatto non solo sul tessuto commerciale ma anche sulla residenza attuale e futura. Le attività commerciali possono consolidare e preservare l’identità di un quartiere così come possono modificarla anche radicalmente e, ovviamente, possono svilupparsi in conseguenza a come certi quartieri cambiano per insediamento di nuovi “utilizzatori”: un sistema che si condiziona a due vie. Se cambiano i residenti in una zona, di conseguenza le attività e i servizi si dovranno adattare. Se cambia il volto economico e commerciale di un quartiere, la zona diventa più attrattiva per certe utenze piuttosto che per altre. Impossibile guardare il fenomeno da una sola prospettiva. Per questo – conclude Zanolini – la figura dei Mediatori, conoscitori del mercato e delle sue dinamiche, è essenziale nei tavoli istituzionali di lavoro e di progettazione delle strategie di governo delle città”.
L’argomento rappresenta una dinamica che va governata con visione a breve e a lungo termine, con coscienza e con responsabilità per evitare ripercussioni sul piano sociale, demografico e commerciale.
Ben vengano queste iniziative di indagine e di coordinamento da parte di Confcommercio e delle Associazioni di Categoria, perché il confronto pubblico/privato è imprescindibile per poter individuare strumenti di contrasto e per incentivare il ricambio generazionale delle imprese.
Cliccando QUI le slide dell’indagine realizzata dal Centro Studi Confcommercio MiLoMB in occasione dell’evento “Legalità ci piace” edizione 2026.



