Uni apre sondaggio pubblico per le esigenze nei beni culturali

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Il patrimonio culturale è uno dei punti di forza del paese, a dimostrarlo sono i numeri, che assegnano all’Italia il maggior numero di siti riconosciuti patrimonio mondiale dell’Unesco (55) e i quasi 5.000 musei aperti al pubblico, per non parlare delle città d’arte…

Un primato che, insieme all’orgoglio, comporta anche la responsabilità della corretta ed efficace tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali per la loro fruizione, in coerenza con il principio fondamentale dell’articolo 9 della costituzione: “La repubblica…tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

La tutela è l’attività diretta a riconoscere, proteggere e conservare un bene culturale affinché possa essere offerto alla conoscenza e al godimento collettivi.

La conservazione è l’attività per mantenere l’integrità, l’identità e l’efficienza funzionale del bene, in maniera coerente, programmata e coordinata tramite lo studio, la manutenzione e il restauro.

La valorizzazione è l’attività diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e di conservazione del patrimonio culturale e a incrementarne la fruizione pubblica, per trasmettere i valori di cui è portatore.

Sondaggio pubblico aperto agli operatori

Lo riporta Uni, che in una nota ha sottolineato come la normazione tecnica per i beni culturali parli italiano e l’Italia possa fortemente influire sulla sua evoluzione a livello europeo, per fare in modo che le tecniche di indagine, protezione, conservazione e valorizzazione applicate ovunque conservino il saper fare italiano.

Per rilanciare l’attività normativa nazionale e continuare ad alimentare quella europea, Uni ha quindi avviato un sondaggio pubblico aperto disponibile a questo link e destinato a tutti gli operatori (istituzioni, musei, professionisti, imprese…) per raccogliere esigenze e spunti che la normazione possa trasformare in soluzioni di problemi e opportunità professionali e di mercato.

Il sondaggio è attivo fino al 9 marzo. L’invito di Uni agli operatori del settore è di far sentire la propria voce, in quanto la forza della normazione è nella partecipazione.

Per garantire che queste attività rendano sostenibili i beni culturali (cioè che le persone adesso possano goderne senza pregiudicare l’analogo godimento da parte delle generazioni future), la normazione tecnica Uni fornisce gli strumenti, grazie anche a una convenzione del 1996 con l’allora ministero per i beni culturali, finalizzata alla elaborazione di norme tecniche.

In ambito nazionale, l’attività viene svolta dalla sottocommissione Beni culturali Uni (presieduta da Vasco Fassina, nominato dal ministero della cultura) che opera all’interno della commissione tecnica Prodotti, processi e sistemi per l’organismo edilizio.

In circa 25 anni di attività ha elaborato 40 norme nazionali Uni principalmente sulla terminologia, la classificazione, l’analisi, la valutazione degli interventi riguardanti materiali lapidei, malte e manufatti lignei.

Dal 2010 l’attività si è quasi esclusivamente spostata a livello europeo presso il comitato tecnico Cen/TC 346 Conservation of cultural heritage, voluto  e guidato dall’Italia fin dalla sua costituzione (attualmente da Antonio Sansonetti del Cnr-Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale).

Sul fronte della conservazione, le norme tecniche europee stabiliscono la terminologia e le fasi principali attraverso le quali si sviluppa tale processo, ma sono state pubblicate anche norme sulle metodologie di caratterizzazione e l’analisi dei materiali costitutivi i beni culturali, sia sulle valutazioni da effettuare per la scelta dei prodotti e delle metodologie di pulitura e protezione dei monumenti e pitture murali.

Ad esempio, una delle più recenti (Uni En 17488) riguarda le procedure finalizzate alla scelta dei metodi di pulitura con lo scopo di valutare la potenziale nocività dei prodotti e delle metodologie. Sul fronte della salvaguardia e valorizzazione sono state pubblicate alcune norme che riguardano l’esposizione dei beni culturali in occasione di esibizioni temporanee e permanenti.

La Uni En 16893 invece è pensata per i responsabili della progettazione e costruzione di nuovi archivi, biblioteche e musei o la modificazione degli spazi all’interno di edifici in modo da poter ospitare in sicurezza i beni.

La norma Uni En 15999 riguarda la progettazione delle vetrine espositive, per ridurre il rischio di danni, furti… e per ottimizzare i parametri ambientali (umidità, temperatura, inquinanti e luce) di conservazione al loro interno. Infine la Uni Cen/Ts 16163 definisce linee guida e procedure per la scelta dell’illuminazione adeguata alle esposizioni temporanee e permanenti.

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