A Treviso una chiesa diventa polo culturale e auditorium

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Il complesso della chiesa di San Teonisto a Treviso è interamente vincolato ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio del 2004. La Soprintendenza dei Beni Culturali nel 2002 ha autorizzato il Comune, allora proprietario, all’alienazione dell’immobile prescrivendone l’utilizzo futuro ad uso culturale e auditorium. La chiesa viene acquisita da Luciano Benetton nel marzo del 2010 e successivamente ceduta a Fondazione Benetton Studi Ricerche con l’intento di donare alla città di Treviso un ulteriore polo culturale che si aggiunge ai vicini palazzi Bomben e Caotorta.

Il progetto di restauro e di adeguamento funzionale viene commissionato all’architetto Tobia Scarpa, rinnovando così il fertile sodalizio con il Gruppo Benetton. La chiesa si presentava, all’epoca dell’acquisizione, in uno stato di forte abbandono. Si sono rese pertanto necessarie approfondite indagini diagnostiche preliminari sullo stato di consistenza delle murature, delle fondazioni, delle parti lignee, decorative e pittoriche. L’idea progettuale si è sviluppata a partire dalla consapevolezza di dover assolvere alle nuove esigenze funzionali nel pieno rispetto di una spazialità architettonica di rilevante valore storico-artistico. In particolare, è emersa la necessità di rendere lo spazio utilizzabile sia per esposizioni di tipo museale, sia come auditorium. Da qui la scelta di collocare due tribune sul lato nord della chiesa, nello spazio originariamente occupato dai banchi dei fedeli, che permetterà ai futuri spettatori di rivolgere lo sguardo all’area presbiteriale, mantenendo così inalterato il legame tra il pubblico e l’oratore.

La soluzione progettuale prevede di rendere reclinabili le tribune per poterle nascondere al di sotto di un nuovo pavimento sopraelevato posto a quaranta centimetri sopra la quota originaria del pavimento dell’aula. Nello spazio ricavato è stato possibile collocare anche l’apparato impiantistico necessario alle nuove esigenze funzionali: i canali per la climatizzazione, l’impianto elettrico e quello antincendio. Il nuovo pavimento è stato realizzato in legno per sfruttarne le caratteristiche acustiche in occasione di manifestazioni musicali. Per collocare l’ingombro delle tribune e dei relativi meccanismi di sollevamento si è reso necessario uno scavo circoscritto alla zona interessata dalle tribune. Le indagini archeologiche preliminari allo scavo, indispensabili ad approfondire la conoscenza della stratigrafia sotto l’aula e la fattibilità del progetto, hanno messo in luce un palinsesto di notevole importanza storica che ha consentito di fornire ulteriori informazioni sull’evoluzione di questa area della città di Treviso.

In riferimento alla duplice configurazione funzionale dello spazio come sala espositiva e auditorium, nel primo caso, le tribune sono nascoste e la pavimentazione sopraelevata è continua su tutta l’area, permettendo di allestire mostre temporanee e di mantenere inalterata la leggibilità dello spazio architettonico. Nella configurazione ad auditorium le tribune sono sollevate e occupano il fondo della chiesa, mentre il resto dell’aula ospita una platea di sedie, per una capienza complessiva fino a 300 persone.

L’intero progetto è impreziosito dai dettagli studiati da Tobia Scarpa, tra cui svettano i quattro lampadari in vetro soffiato presenti nell’aula. Nei prossimi mesi è previsto il completamento dei lavori di ricostruzione del timpano di facciata, crollato durante la Seconda Guerra Mondiale, e la ricollocazione di diciannove delle ventidue opere pittoriche che adornavano le pareti della chiesa, attualmente in fase di restauro. L’edificio troverà la sua collocazione tra gli spazi della cultura di Treviso con un calendario di eventi adatto alla sua nuova identità e riaccoglierà le opere d’arte che lo decoravano, custodite per quasi un secolo nei Musei civici (foto Nicoletta Boraso).

di Danilo Premoli – Office Observer

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