L’Oice, associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica, ha presentato durante l’evento Rigenerazione urbana, ipotesi o realtà? che si è tenuto mercoledì 2 aprile a Milano “ATLANTE e AGENDA della Rigenerazione Urbana”, due ponderosi documenti, frutto di un’approfondita riflessione sul tema cruciale della rigenerazione urbana.
Durante il convegno sono intervenuti: Giancarlo Tancredi – assessore alla Rigenerazione Urbana del comune di Milano; Francesca Federzoni – vicepresidente Oice con delega allo Sviluppo Sostenibile (Politecnica Ingegneria e Architettura); Sara Valaguzza – professoressa ordinaria di Diritto Amministrativo e avvocato fondatrice dello Studio Legale Valaguzza;
Paolo Pomodoro – urbanista e architetto; Giuseppe Bonomi – ceo, Genova High Tech; Federico Pompignoli – PMP Architecture e Patrizia Polenghi – coordinatrice del gruppo di lavoro Oice e progettista (Ceas).
Questi lavori, frutto di un anno di analisi da parte di un gruppo di professionisti, si propongono come una guida metodologica per affrontare i processi rigenerativi e identificare un approccio condiviso per diversi contesti territoriali. Un obiettivo che, però, potrebbe sembrare in contrasto con un altro aspetto dei processi di rigenerazione urbana, che riguarda la comunicazione con le comunità e la collettività che insiste sui luoghi dove la rigenerazione viene effettuata, che vede al centro della stessa i progettisti, e che è sintetizzato nel sottotitolo e sintetizzato del convegno: “ipotesi o realtà?”.
Una rivoluzione urbana sostenibile e inclusiva
Per Oice, la rigenerazione urbana rappresenta un insieme di azioni, sia materiali sia immateriali, volte a migliorare la qualità della vita all’interno di specifici contesti urbani e territoriali. L’obiettivo primario è quello di trasformare senza consumare suolo permeabile, affrontando le sfide legate al cambiamento climatico e rispondendo ai nuovi bisogni sociali ed economici. Si parla di rigenerazione quando vi è una concreta attenzione all’ambiente, al sociale e alla qualità urbana.
Questa visione ambiziosa richiede una vera e propria rivoluzione urbana, scrive Oice, che non si limiti alla riqualificazione fisica degli spazi, ma che ricostruisca anche economie e reti di socialità. Per raggiungere questo scopo comunicazione, identità di fini, interessi condivisi sono fondamentali, attraverso una forte alleanza tra investitori e istituzioni, con il coinvolgimento attivo degli attori dell’edilizia, delle componenti associative e di tutti i portatori di interesse, inclusi gli abitanti dei luoghi da rigenerare.
Il dialogo tra questi diversi soggetti è considerato un elemento fondante per definire gli obiettivi e assumere decisioni condivise e coerenti per una trasformazione sostenibile.
Le leve della rigenerazione
Attraverso l’analisi di dodici progetti dislocati sul territorio nazionale, presentati nell’Atlante, il gruppo di lavoro di Oice ha cercato di individuare gli strumenti e le leve che si dimostrano utili a promuovere e rendere fattibile la rigenerazione urbana.
L’Agenda riassume la visione dell’associazione fornendo risposte a quattro domande chiave alla base di ogni intervento rigenerativo: PERCHÉ? CHI? COME? COSA?.
Tra gli elementi chiave emersi, spicca l’importanza di:
• Un buon progetto: una progettazione ben strutturata fin dalla fase di fattibilità consente una seria valutazione della sostenibilità dell’investimento e del suo impatto sociale, economico e ambientale.
• La disponibilità delle aree: intervenire su aree messe a disposizione dal soggetto pubblico, con riconoscimento dell’interesse collettivo, può fare la differenza, riducendo i costi di acquisizione. Enti come l’Agenzia del Demanio e CDP possono giocare un ruolo chiave nel riutilizzo dei patrimoni dismessi.
• Funzioni attrattive pubbliche: la presenza di poli culturali o universitari si rivela un fattore determinante per il successo.
• Coinvolgimento della comunità: il dialogo e il confronto con gli abitanti sono fondamentali per comprendere bisogni e problemi, definendo la domanda sociale e accrescendo la consapevolezza collettiva.
• Partenariato pubblico-privato: la compartecipazione tra soggetti pubblici e privati è necessaria per ideare e realizzare progetti complessi. L’uso della concessione può trasferire parte del rischio all’operatore privato.
• Esistenza di una cabina di regia: un organismo terzo di coordinamento e monitoraggio può facilitare il raggiungimento degli obiettivi condivisi. Gli accordi collaborativi sono indicati come una tecnica innovativa di successo.
• Il Masterplan: uno strumento di pianificazione di lungo periodo, flessibile e capace di evolversi, può costituire un quadro di riferimento per tutte le trasformazioni.
Superare le difficoltà per un futuro “rigenerato”
Oice è consapevole delle difficoltà insite nella realizzazione degli interventi di rigenerazione urbana, tra cui la complessità dei processi amministrativi, la necessità di trovare un equilibrio tra interesse pubblico e sostenibilità economica, e la potenziale diffidenza tra pubblico e privato. Tuttavia, l’associazione ritiene che la rigenerazione urbana rappresenti “l’attività del futuro”, pur riconoscendo che non esiste ancora un “modello” vincente e che occorre approfondire, confrontarsi e sperimentare con più coraggio.
Proposte per una Legge sulla rigenerazione urbana
Per superare le incertezze e promuovere concretamente la rigenerazione urbana, Ooice auspica l’approvazione in tempi brevi di una legge statale sulla rigenerazione urbana. Tale legge dovrebbe innanzitutto fare chiarezza sul concetto di rigenerazione urbana, distinguendola dalla semplice ristrutturazione edilizia e urbanistica. Dovrebbe inoltre affrontare la questione dei limiti al consumo di suolo, sostenendo il recupero di aree già urbanizzate.
Oice propone una chiara distinzione tra competenze statali, regionali e degli enti locali, garantendo a questi ultimi un ruolo centrale nella realizzazione dei programmi e degli interventi. Viene inoltre sottolineata la necessità di riconoscere l’interesse pubblico agli interventi di rigenerazione, includendo anche il ruolo dell’attore privato.
Tra le proposte concrete, si suggerisce di prevedere premialità di tipo urbanistico e fiscale per incentivare gli interventi di rigenerazione e di affrontare la questione della legittimità del patrimonio edilizio esistente. L’associazione ritiene infine necessaria una sostanziale modifica della legge urbanistica del 1942 e del Dlgs 42/2004 sui beni culturali e paesaggistici, per favorire interventi di rigenerazione anche nei centri storici.
Verso una nuova era urbana
La riflessione di Oice delinea un quadro complesso, ma ricco di opportunità per il futuro delle città italiane. La rigenerazione urbana, pur non essendo ancora pienamente una realtà consolidata, rappresenta una sfida cruciale e non più procrastinabile. Attraverso un approccio metodologico rigoroso, la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti e un quadro normativo chiaro e incentivante, la visione di Oice può contribuire a trasformare quella che oggi appare ancora come un’ipotesi in una concreta e virtuosa realtà per il benessere delle comunità e la sostenibilità del territorio. La domanda posta nel titolo del lavoro, “Rigenerazione urbana: ipotesi o realtà?”, trova una risposta chiara: la realtà è possibile, ma richiede impegno collettivo e decisioni coraggiose.